Valigia aperta.
Letto coperto di vestiti.
Selezione dell'indispensabile in corso.
Aidi: "...mmm... forse sto portando troppi vestiti..."
Risposta di un qualsiasi uomo normale: "decisamente sì, dimezza".
Risposta del Guaio, eletto UomoDaSposare: "se ci stanno, è giusto che tu li porti".
Se è un sogno, non svegliatemi!
perchè la Normalità è solo una delle possibili scelte, non per forza quella giusta...
lunedì 30 luglio 2012
giovedì 26 luglio 2012
Di Guai, SFiga e madri iettatrici
Questa settimana è l'ultima a Roma prima della partenza per l'isola dei noiosi, che molti pagherebbero per essere al mio posto ed io invece rimando il più possibile. Perchè la famiglia è una cosa sacra e meravigliosa, ma ci sono situazioni in cui, per la salute fisica e mentale di tutti, la lontananza è necessaria per apprezzarsi di più. O quantomeno per sopravviversi a vicenda.
Comunque, ultima settimana: tocca divertirsi. E su questo punto, già mi sono espressa nel precedente post, in cui annunciavo come la sfiga avesse deciso di bussare alla mia porta riproponendomi la tonsillite di una decina di giorni prima.
Io, francamente, pensavo mi bastasse così; in fondo mi ero riammalata e finita ad essere curata dalla famiglia del mio fidanzato dall'altro ieri, con quella che di questo passo un giorno chiamerò suocera che mi comprava le mutande e i pigiami per poter stare ad interim in convalescenza a casa sua. Ed io credo che nessuna donna vorrebbe far sapere la propria taglia di mutande alla futura suocera.
Mi bastava, no?
Ecco, no. Perchè solo pochi giorni prima avevo gongolato troppo per la ritrovata taglia 40 e la dovevo pagare. Perciò, quando ieri sono stata meglio ed ho convinto Il Guaio a riaccompagnarmi alla mia dimora rosa, lui ha stabilito di dover restare a prendersi cura di me. E siccome stavo meglio e non c'era più la family a fare da anticoncezionale naturale, le carte per il burraco le abbiamo lasciate lì dai suoi. Però noi siamo due tipi svegli e prudenti e lo sappiamo che sotto antibiotici non ci si può fidare dei contraccettivi ormonali, che sono sicuri al 99,8% e quello 0,2% di fallimento è dato proprio da quelli che non lo sanno e si fidano lo stesso. Ma noi siamo svegli e siamo due statistici, perciò aggiungiamo a tutto ciò il 90% di sicurezza del preservativo, acquistando ovviamente il miglior marchio in commercio e rigorosamente in farmacia, che al distributore subiscono gli sbalzi termici e non si sa mai.
E, giustamente, siccome siamo due statistici e sosteniamo che quelle di Murphy siano tutte cazzate, cosa può succederci? Ovviamente, poteva non rompersi il preservativo? E potevamo accorgercene in tempo? Così, giusto per ricordarci che Murphy era una faina e che la SFiga esiste, con la SF maiuscola.
Ora che abbiamo capito la lezione, possiamo almeno sperare di essere in quel 98% di casi in cui la contraccezione d'emergenza funziona? Eddai, su, giuro che entro martedì approderò sull'isola! Perchè io lo so che queste son tutte quelle che mi sta tirando dietro mia madre...
martedì 24 luglio 2012
Non ho il fisico
Sabato scorso.
Mare.
Gaeta.
Giornata spettacolare.
"Ma fermiamoci a mangiare una pizza".
"Ma facciamo una passeggiata prima di ripartire".
Rientro a Roma ore 2:15, 21 ore dopo il mio risveglio.
E mi ero dimenticata il cambio, perché io sono abituata ad andare al mare a 500 metri da casa.
E l'amico del Guaio doveva guidare col finestrino spalancato per non abbioccarsi.
E io mi son beccata la ricaduta della tonsillite. Altro giro di antibiotici e febbre e via dicendo. Con l'aggravante che stavolta Il Guaio non si è limitato a farmi da infermiere, no, stavolta tutta la sua famiglia mi ha presa in ostaggio. E s'è rotta la macchina, perciò non posso corromperlo a riportarmi a casa mia, devo restare qui finchè non avrò la forza di affrontare la traversata della capitale con i mezzi pubblici.
Nel frattempo: Il Guaio somministra le medicine, la mamma prepara minestrine, il padre gira per casa chiudendo tutte le finestre al mio passaggio e la sorella cerca di difendermi a suon di "ma lasciatela un po' in pace".
Questo è perchè avevo detto che questa settimana, l'ultima prima del rimpatrio forzato, me la sarei goduta e mi sarei divertita.
Ed io sono sempre stata una persona seria, non ho il fisico per il divertimento.
martedì 17 luglio 2012
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Dopo l'idillio, arrivano, immancabili, loro: i problemi.
Ognuno ha i suoi.
Io ho i miei.
Lui ha i suoi.
E poi rendersi conto che ora lui ha anche i miei ed io ho anche i suoi.
Rendersi conto che ora anche lui ha i miei ed anche io ho i suoi.
Rendersi conto che, vista così, è una fregatura.
E non volersene tirare fuori.
"Nel bene e nel male"... si comincia così.
E guai a chi dice che sono una tenerona!
lunedì 16 luglio 2012
Non mi piaci
Lo dici ogni volta che mi vedi ed ogni volta ci metti una punta d'acido in più, anche un po' di cattiveria ed in fondo, lo sappiamo, uno smisurato risentimento.
Perchè ogni volta che mi vedi, non vedi più la tua bambina e non te la puoi nemmeno immaginare, come quando sono lontana. Eppure, quando sono lontana, non fai che chiedermi di tornare e rimproverarmi per aver scelto di andarmene. Sono passati 5 anni, eppure continui ancora a chiedermi, sempre più incazzata, perchè io l'abbia fatto, cosa trovi di tanto affascinante "in continente" e nel suo modo di vivere. Ed io mi incazzo, oh, quanto mi incazzo! Non tollero di dover continuamente difendere la mia scelta di vita e dover giustificare il mio essere felice, non sopporto di dover sempre dare una motivazione per motivare il mio restare a casa mia anzichè venire da te. E la rabbia alla lunga è avvilente e logorante, pesa sempre più sentire il sedimentarsi di questa tensione fra me e te, di questo nodo irrisolto, del tuo sentirti abbandonata da me, figlia ingrata e stronza. Ma questo è il prezzo da pagare per mantenere in piedi "la versione ufficiale", quella degli studi che mi hanno portata lontana, quella che ti fa tanto male, ma mai quanto te ne farebbe la verità.
Ed io, cara Mamma, non ti dirò mai la verità. Ai tuoi "se fossi rimasta a casa ora saresti già laureata" continuerò a non rispondere, perchè la verità è che se fossi rimasta a casa forse ora nemmeno ci sarei.
E tu non saprai mai quanto mi sei mancata nei corridoi di quell'ospedale e fuori dalle porte di quegli studi. Non saprai mai quanto avrei voluti averti lì e potermi abbandonare anch'io fra la tue braccia invece di dover restare sempre in piedi da sola, perchè nessuno mi avrebbe raccolta nè avrebbe fatto le cose al mio posto.
Non saprai mai nulla perchè io ho scelto di tenerti fuori da tutto questo e di risparmiarti il dover mettere in discussione tutto ciò che avevi fatto per me, il modo in cui mi avevi amata per quei 18 anni di vita. Avresti potuto vedere i chili che sparivano dal mio corpo, le ossa che spuntavano, le forze che mi mancavano...ma non hai visto. Ed io non ho voluto farti vedere, perchè non meritavi tutto questo. Perchè mi hai amata, troppo ed a modo tuo, ma con tutta te stessa e di questo non era giusto farti una colpa. Perchè sei stata una brava mamma, solo con la figlia sbagliata.
Ora è passato, in un modo o nell'altro ce l'ho fatta. Sono viva ed ho una vita mia, piena, felice e della quale ho imparato ad essere regista e protagonista. E proprio questo ti sta facendo diventare matta.
Non ti piacciono i miei capelli corti, con quel taglio troppo deciso; non ti piacciono il mio rossetto rosso e le mie unghie lunghe; non ti piacciono i miei tacchi alti nè il modo in cui ci cammino sopra. Non ti piace che io sia una persona separata da te, indipendente ed in grado di decidere per sè. Non ti piace il non poter essere più la mamma che eri quand'ero bambina e che, nonostante tutto, ha fatto di me quello che sono oggi. Non ti piace che io abbia tagliato quel cordone che mi avrebbe soffocata. Non ti piace che io non voglia ricucire quel cordone e mi tenga a distanza per preservare la mia vita.
Mi dispiace, ma allora avevo il dovere di salvarmi ed oggi ho il dovere di difendere ciò che ho costruito, che ti piaccia o no.
mercoledì 11 luglio 2012
Deliri
Mentre meditavo un incazzatissimo ed incazzosissimo post sull'abitudine maschile di ergersi a difensori della propria gentil donzella e sulla mia indipendenza da tutt'altro che gentile donzella, mi sono ritrovata con due tonsille simili a due pigne per dimensioni e copertura di placche e un febbrone tale da non poter alzare la testa dal cuscino. E in quest'occasione, ecco Il Guaio che si trasforma da studente impanicato alla vigilia di un esame ad infermiere servizievole con nulla di più importante da fare che prendersi cura di me.
E non ci sono abituata, perchè nessuno l'ha mai fatto prima.
E un po' m'incazzo, perchè io sono più che indipendente e non sopporto di aver bisogno degli altri.
E m'incazzo un altro po', perchè io devo sempre farcela da sola. Anche quando non ce la faccio.
E sarà la febbre, ma alla fine sento che non mi dispiace sapere che lui sa esserci.
Però adesso l'ho comunque rispedito a casa sua, a studiare per il suo esame.
E che non si abitui troppo a vedermi inerme, che la tonsillite passa ma, se continua così, rischia che lui me lo tenga per davvero...
venerdì 6 luglio 2012
Piccole BdC
Tre giorni fa.
Squilla il telefono:
"Buongiorno, sono Tiziamaisentitanominare, parlo con Aidi?"
"Sì, mi dica"
"Mi ha dato il tuo numero L'amicatua, ti ha preannunciato la mia chiamata?"
"ehm... no, non la sento da un po'..."
"mmm... bè, io ti chiamo perchè cerco una persona che lavori per me, il lavoro è questo, questo e quest'altro. Paga con rimborso spese, vieni in ufficio quando ti pare, basta che consegni il lavoro entro le scadenze. Ti può interessare?"
"bè, sì, potrebbe essere interess...."
"ottimo, cominci domani alle 8:30."
Così, mentre pensavo di dovermi cercare un altro lavoro un po' più serio di quello che mi sono inventata, che magari mi permettesse anche di pagare l'affitto, il lavoro ha cercato me. L'affitto credo che non lo pagherò nemmeno con questo, ma il fatto di essere stimata al punto da indurre le persone ad assumermi sulla fiducia è già di per sè molto gratificante.
Soprattutto in un momento come questo, in cui devo ringhiare ogni giorno contro chi avrebbe dovuto e dovrebbe ancora sostenermi e invece non fa altro che criticare le mie scelte e buttarmi addosso la sua frustrazione per non avere mai avuto il coraggio di farne neanche la metà.
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