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venerdì 28 dicembre 2012

Riordinare

Una donna che cerca di chiarirsi le idee e di trovare un nuovo equilibrio parte sempre dallo stesso punto: il parrucchiere. E sperimenta. 
La sottoscritta oggi ha deciso di sperimentare quanto ancora si possa accorciare la sua capigliatura prima di raderla a zero. O prima di sembrare uno scopino da cesso. Il grado di oggi è più corto del precedente, ma lo scopino è ancora lontano.
E poi, visto che in questo periodo Aidi non è nè carne nè pesce, ci voleva un colore che fosse altrettanto: al confine tra rosso e viola, che io ho detto "facciamo questo viola" e la parrucchiera ha detto "d'accordo, vada per questo rosso".
Se gli uomini imparassero a decifrare cosa una donna fa dal parrucchiere, metà dei loro problemi con l'universo femminile sarebbero risolti. L'altra metà si decifra dal colore del rossetto e da quello dello smalto, ma continuiamo ancora a fargli credere di essere complicate e incomprensibili, se no poi che gusto c'è?

giovedì 27 dicembre 2012

Disordine

C'è disordine in questa stanza, non si capisce più nulla. E' che le mie cose qui non hanno un posto, questa non è casa mia. 
C'è disordine anche a casa mia, ora che non la sento più mia.
C'è disordine per strada ed al supermercato. C'è disordine al parco, dove vado a passeggiare. C'è disordine in spiaggia, dove mi vado a ricercare.
C'è che il disordine lo creo io col mio non avere più un posto. Io che non sono più ciò che ero prima, io che non so cosa sarò dopo. Io che non so quando sarà dopo e che mi chiedo cosa sono nel frattempo. E' uno dei tanti momenti di transizione tipici del mio essere variabile aleatoria, ma ciò che cambia stavolta non sono solo io, ciò che cambia è tutto ciò che mi circonda ed appartiene, senza esclusione. E' il momento che aspettavo, ma c'è più disordine di quanto immaginassi. So che prima o poi diventerà creativo e darà il via a qualcosa che sarà soddisfazione, ma adesso... adesso che cos'è? Adesso sono cose fuori posto, pensieri fuori posto, paure fuori posto. Adesso sono posti che ancora non ci sono. Adesso sono io che ancora non ci sono e che, in cerca del mio posto, sbatto e inciampo qua e là. Adesso è la sensazione di esser sempre quella sbagliata, nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Adesso è il non volermi arrendere all'ansia che sale e che scompiglia ancor di più. Adesso è non voler rifare vecchi errori eppure ricaderci, ché due dita in gola non rimettono ordine, ma stordiscono la paura, prima di farne ancora di più.
Adesso lo immaginavo diverso. Adesso mi immaginavo diversa. Nulla è mai come te lo aspetti. Forse il disordine è un passaggio necessario per trovare un nuovo ordine. O forse sono tutte stronzate ed io un ordine non ce l'ho. O forse sono solo forse, disordine e basta.

Attesa

Ospedale. Sala d'attesa di oculistica. Oggi terzo controllo e speriamo non ci sia il quarto, che io domenica devo partire. In teoria non avrebbe dovuto esserci neanche il terzo, ma...  Temo per la mia incolumità. La sala é piena, Loro sono ovunque. Loro, con quella tosse che é un'arma batteriologica ad ampio raggio d'azione. Loro, con quei bastoni minacciosi. Loro, che stamattina non avevano un cazzo da fare e si sono piazzati qui dalle 7 anche se le visite iniziano alle 9. Loro, che se ne fregano se si va per appuntamento, occupano il reparto all'alba e non torneranno a casa finché le loro cataratte saranno ancora intatte. Per Loro io, con il mio misero appuntamento, io sono un ostacolo, da eliminare. Morirò per un lancio di dentiera? Chissà... Mi rintano nel mio angolino, confido nelle loro cataratte, magari non mi vedono...

martedì 25 dicembre 2012

Cose da chiarire

Entro il prossimo natale glielo spiego, lo giuro. Lo deve capire, non si può andare avanti così. Ogni anno la stessa storia. Ma non capisce che non serve? Non capisce che ottiene l'effetto opposto? Basta, bisogna dirglielo:
"Mamma, la flanella non è un contraccettivo". Magari la smette di regalare a me e sorella discutibilissimi pigiami anti-uomo. Quello di quest'anno ha tanto di orsetto peloso sul davanti e per stare sicura ne ha procurato anche una versione maschile allo sventurato fidanzato di sorella (il mio è fuori taglia, per fortuna!). E' ora di fermarla. 

venerdì 21 dicembre 2012

21/12/2012.
15:22.
Il mondo non è finito.
Io sono finita in ospedale con un'infezione della cornea. Avrò di che divertirmi per tutte le "feste".
Un vaffanculo pare d'obbligo. 

giovedì 20 dicembre 2012

Sorema

Un viaggio del cazzo. Con il treno che si ferma a metà strada perchè c'è gente senza biglietto che si rifiuta di scendere. Con un toast terribile per cena. Con il volo in ritardo di un'ora e pieno di gente lagnosa. Con la congiuntivite e l'ascesso dell'ultimo dente del giudizio. Un viaggio anticipato di qualche giorno, nonostante il mio rifiuto per questa partenza. Un'accoglienza che ad un funerale ci sarebbe stata più allegria. Tutto ciò per un unico scopo: portare a mezzanotte un panettone vegano con 18 candeline a te, piccola peste non più tanto piccola. Io non ti ho dato il permesso di crescere, ma a quanto pare sei diventata maggiorenne. Io non c'ero negli ultimi anni e tu all'inizio l'hai preso come un abbandono. Oggi ti prepari a fare ciò che ho fatto io. Oggi l'hai capito, che non abbiamo altra scelta. Oggi lo sai che è sopravvivenza. Oggi hai ricongiunto la me che ti spazzolava i capelli prima di andare a scuola a quella che ti ha abbandonata. Oggi sai che ci sono sempre stata lo stesso. Che al momento giusto io arrivo. Con un panettone vegano, perchè tu sei fatta a modo tuo. Con 18 candeline accese ed un tentato incendio del gatto, perchè la mia sbadataggine l'hai presa tutta. Con il regalo che sapevo di non sbagliare. Per vederti finalmente contenta, ora che tocca a te combattere per conquistare la tua vita, la tua libertà. Auguri, Sorema...

mercoledì 19 dicembre 2012

Non mi va.

Non mi va di essere su questo treno. Non mi va di esserci da sola. Non mi va di dover star via 10 giorni. Non mi va di avere la valigia piena di cose buttate lì a caso. Non mi va di essere così incazzata. Non mi va che mi scendano le lacrime. Non mi va l'inutilità di tutto questo. Non mi va.  Poi passa, forse.  Però non mi va.

lunedì 17 dicembre 2012

Devo partire. E per questo già mi rodeva tremendamente il mio grazioso fondoschiena. Ho almeno cercato di farlo risparmiando, ma la compagnia low cost per eccellenza ha un concetto di low molto diverso da quello della mia carta di credito appena recuperata. Decido dunque di rivolgermi alla compagnia di bandiera, campione di inefficienza ma unico altro vettore disponibile. Oh, che bello, mi spetta il biglietto premio! Ops, sul sito non si può, proprio oggi non funziona. Devo chiamare il call center. (E tutti questi doveri già mi provocano l'orticaria). Risponde un'operatrice in chiara astinenza da caffeina, che mi fa il famoso biglietto premio e mi comunica che comunque bisogna pagare le tasse aeroportuali. Praticamente pago la stessa cifra del biglietto normale. Carino come premio! Saluto. Saluta. E-mail di conferma: orario del volo sbagliato. Sfogo del mio lato camionista. Richiamo il call center a tariffazione dissanguante. Lo richiamo per ben 4 volte. Cade sempre la linea mentre cercano il mio biglietto. Alla quinta risponde Sandro, che si becca il mio pippone da cliente isterica a cui già giravano le palle a prescindere, e finalmente cambia il biglietto. Dopo solo 5 telefonate e 15€ di credito buttati. E un rodimento di culo aumentato esponenzialmente. Dopo tutto ciò, sono finalmente sul volto delle 21:25 di mercoledì 19. E speriamo che il pilota sia un po' meglio del call center.
E speriamo pure che mi venga un po' di voglia di partire, perchè per ora preferirei decisamente una gastroscopia con una pompa da giardino. E sono un po' troppo velenosa per affrontare il Natale con i tuoi. Che a Natale sono tutti più buoni, tranne me. Io più si avvicina Natale, più divento una iena intrattabile. Chiedete a Sandro...

giovedì 13 dicembre 2012

12/12/12: Dottor Guaio

Ce l'ha fatta, si è laureato pure Il Guaio.
Ed io mi son beccata una bellissima dedica a fine tesi, che fa sempre piacere. Ma ancora più piacere mi ha fatto vedere quanta gente ci fosse a vederlo tagliare il traguardo, quanti gli vogliano così bene da attraversare l'Italia per 8 minuti di discorso. Faceva un freddo boia, ma c'era un calore in quest'occasione che raramente avevo provato in vita mia. Che sia lui ad avere un'innata capacità di farsi voler bene o che siano quelli che gli gravitano attorno ad essere particolarmente generosi in questo senso, a me questo calore fa quasi impressione. Io sto con lui e perciò ne vengo ricoperta anch'io e mi piacerebbe potermici accomodare in mezzo, ma è meglio di no, è meglio continuare a starci per un po' e poi andare via, che se un giorno venisse a mancare io non voglio sentire freddo. Preferisco restarci ora nel mio freddo e non perdere troppo l'abitudine. Però per lui, che può e sa goderne, mi fa un immenso piacere che questo calore ci sia, che sia circondato da persone che gli vogliono bene e sulle quali potrà sempre contare, che non conosca la solitudine, che possa condividere ogni cosa lui voglia. Mi fa piacere averlo visto così felice nel giorno in cui si chiudeva un'era ed essermi sentita io per lui orgogliosa e soddisfatta come non lo ero stata per me. 
Adesso il capitolo università è chiuso sul serio, per entrambi. Adesso siamo allo stesso punto, con in mano tutto e niente, con tante possibilità e nessuna prospettiva. Adesso si riparte. Dallo stesso punto. Per mano. Insieme.

lunedì 10 dicembre 2012

AleatoriaMente













E' un periodo strano, un periodo di una me molto variabile, di una vita molto aleatoria. Un periodo di cose che cambiano in fretta, di evoluzioni lente al limite della stasi. Un periodo di giornate che corrono, la cui fine arriva dopo un tempo dilatato, altro che 24 ore. Un periodo che penso almeno quattro cose per volta e riesco ad avere un umore diverso per ciascuna. Tipo che ieri sono sul treno mi hanno rubato il portafogli e, mortacci loro, i soldi miei gli andassero tutti in medicine. E quando ti rubano qualcosa non mi ti manca solo l'oggetto, ma anche un pezzo della tua intimità violata dal mancato rispetto altrui. Ed ora sono senza documenti, in un paese talmente ben funzionante che per rifarli da una regione diversa dalla mia ci vuole almeno un mese, ma per arrivare nella mia ci vogliono i documenti. Quindi forse non vedrò la mia famiglia per Natale, cosa che comunque non sarei pronta a fare. Chè quella famiglia è un calderone bollente che mi brucio sempre a scoperchiare. Provo a guardarci dentro, a rimescolare un po', ad aggiungere del mio, ma in realtà io non posso far nulla per migliorare cose che sono nate prima di me e che riguardano solo le due metà del mio dna. Chè è una stronzata quella dello stare insieme per il bene dei figli. Punto. Però mi dispiacerebbe lo stesso non essere lì ad imporre il mio albero di Natale. Che nessuno lo vuole, però poi piace a tutti. Che comunque non si può fare a meno di essere lì a rimpiangere il non essere altrove perchè, anche se fossi altrove, "Natale con i tuoi", comunque essi siano fatti. Che i miei sono così diversi dai suoi, che mi adorano e mi trattano talmente bene che quasi ne ho paura. Chè io ora devo amare solo lui, non ancora anche i suoi. Che mi hanno invitata a fare Natale con loro ed io so che sarebbe bellissimo. Perciò non posso starci. Devo cercare di arrivare sull'isola e fare la solita battaglia per avere un po' di pace, il mio ruolo è ancora questo. Ma adesso c'è da pensare ancora a lui, che si laurea fra due giorni. Siamo una bella squadra, la sua tesi a quattro mani mi ha restituito un po' di quello che non mi son goduta scrivendo la mia. Forse pure troppo. Chè la sua tesi l'ho scritta io dalla prima all'ultima parola, "tu analizzi e io scrivo", mai l'avessi detto. Che sono stanca da morire, ma ieri sera mi ha detto che è felice e tanto basta per tollerare uno strato in più di fondotinta sulle occhiaie. E poi abbiamo fatto il alberello kitsch all'1:30 di notte, chè almeno una cosa ieri doveva andare nel verso giusto. E adesso lo smalto è asciutto, il cappuccino finito. Posso andare a vestirmi. Chè devo andare a farmi sbloccare la carta di credito, così magari posso fare pure la spesa. E magari pure qualche regalino, tipo quelle scarpe che avevo visto per me. Ma poi, il 21 non finisce il mondo? Mmm, sarebbe un peccato morire da laureata disoccupata, almeno vorrei vedere una busta paga prima. Vabbè, almeno avrò un bel paio di scarpe. Se mi sbloccano la carta. Peccato però, proprio adesso che mi ero decisa per il tatuaggio. Rivabbè, se non muoio lo faccio. E se mi ridanno la carta di credito. Cazzo sono già le 8:10. Se non finisce il mondo, dal 22 mi impegno a diventare una persona puntuale. Che ci vuole sempre qualche buon proposito da non rispettare. Ajò, è tardi. Mmm... cosa mi metto oggi?

lunedì 3 dicembre 2012

Non lo amo abbastanza.

Sto cercando casa. Da sola. Dopo 5 anni di condivisioni e convivenze di vario genere, dal collegio di suore, alla casa con studentesse alla mezzacasa mezzaindipendente, ora che lo sfratto s'appropinqua, io voglio una casa tutta mia. Perchè è vero che sono 5 anni di vita fuori dalla grazia della madre, ma sono pur sempre state delle soluzioni abitative provvisorie, adatte sono al breve periodo. Adesso è legittimo che io abbia voglia di qualcosa di solo mio, di una situazione in cui tutto dipenda esclusivamente da me (anche perchè quello che ora non dipende da me è solo casino che si aggiunge o scomparti di frigo che si svuotano, nessuno dei miei conviventi si spreca a semplificarmi la vita o contribuire alla gestione della casa). E poi la vita da sola è sempre stata il mio obiettivo, sin dal giorno in cui son partita dall'isola per rinchiudermi in collegio. La mia idea è quella di aprire la porta di casa e trovare tutto esattamente come l'ho lasciato quando l'ho chiusa, aspettandomi al massimo che il gatto abbia cambiato posizione. E' tanto strano? A mio avviso no, ma a quanto pare il pensiero comune (tanto per cambiare) trova scandaloso che il mio sogno nell'immediato sia la convivenza con una gatta nera a pelo corto. Perchè? Ma è ovvio: perchè io sono fidanzata! Questo dovrebbe implicare che tutti i pensieri, progetti, idee ed anche valori portati avanti fino a sei mesi fa siano soppiantati da un unico, romantico, fantastico, idilliaco sogno: la convivenza. E ovviamente dopo il matrimonio, il paio di pargoli e vissero tutti felici e contenti.
La cosa mi terrorizza perchè più di una persona al sentire la frase "cerco casa" ha risposto "ah, col tuo ragazzo? così dividete l'affitto". E la seconda frase era un'affermazione, non una domanda. 
Dunque, nell'ottica comune, dovendo affrontare un trasloco, è legittimo che io riduca il mio fidanzato ad un coinquilino. Così risparmio e magari riesco pure ad avere la macchina. Che poi dividiamo pure quella e siamo a posto.
La parte più agghiacciante è la successiva, ovvero il "non lo ami abbastanza" che segue la mia risata di fronte all'affermazione precedente. Posto che dopo 6 mesi scarsi di relazione potrei anche non amarlo ancora abbastanza e non avere nulla da rimproverarmi, io credo che sia una forma d'amore più grande evitare di mancargli di rispetto precorrendo i tempi e riducendolo a un coinquilino con cui dividere le spese. 
Non che io non abbia l'idea, un domani, di rendere le cose più concrete, una nostra progettualità ce l'abbiamo, altrimenti che staremmo insieme a fare? Ma questa passa per il momento fondamentale di realizzazione di noi stessi, perchè devi avere qualcosa di solo tuo prima di poter avere qualcosa di condiviso. 
Mi piacciono quel paio di giorni a settimana in cui mi sveglio insieme a lui che mi sussurra il buongiorno, ma non ho ancora intenzione di rinunciare agli altri cinque in cui mi sveglio da sola rispondendo "sticazzi" alla sveglia che dice che sono le 6. Mi piacciono le fette biscottate con la marmellata già spalmata e la tavola apparecchiata, ma non voglio abbandonare nemmeno il mio cappuccino davanti al computer con le prime email del giorno. E sono belle pure le cene con il pane nel cestino, ma il cinese da asporto in tuta davanti a un film non può togliermelo nessuno. Non ancora.
Voglio continuare a sentire suonare il campanello e rispondere al citofono fingendo di non sapere chi sia. Voglio ancora aprirgli la porta di casa mia. Voglio che la sua marmellata scura nel mio frigo sia ancora una coccola e non un dovere. Voglio il suo spazzolino e il suo accappatoio nel mio bagno, ma non voglio ancora il nostro bagno. Voglio arrivare a desiderare qualcosa di nostro, senza sentire il peso della rinuncia a qualcosa di mio. Voglio desiderare di condividere una vita, non di dividere un affitto. Voglio continuare a rispettare me e lui. Perciò pagherò il mio affitto da sola e non avrò la macchina, perchè ora la mia felicità è essere capace di stare da sola ed aprire la porta quando voglio stare in compagnia. Se questo è non amarlo abbastanza, allora sono d'accordo, non lo amo abbastanza poco da mancarci di rispetto.

sabato 1 dicembre 2012

Parità

La parità dei sessi è regalare fiori e cioccolatini al proprio uomo. Così, ad minchiam.
E godersi la sua faccia terrorizzata mentre pensa: "oh cazzo, cosa mi sono dimenticato???"

lunedì 26 novembre 2012

Aidi non si tocca*

Che ultimamente lo devo ribadire spesso, che io non amo il contatto fisico.
Che io saluto con le parole.
Che non son tipa da baci e abbracci.
Che non per questo sono stronza. E nemmeno fredda.
Che se sei un perfetto sconosciuto, puzzi e porti sempre la stessa camicia orrenda no, non puoi comparirmi alle spalle e accarezzarmi i capelli.
Che non c'è niente di strano se quando lo fai provo a staccarti una mano e non riuscendoci ti mando a fanculo.
Che Aidi non si tocca, fine della storia.


*mi scuso con chi dal titolo si aspettava un post sull'autoerotismo della sottoscritta. Ad un'altra puntata, magari.

giovedì 22 novembre 2012

La pergamena

Oggi ho ritirato la pergamena di laurea, stranamente pronta dopo solo 30 giorni. 
30 giorni... solo?! Solo 30 giorni, eppure io oggi dentro la facoltà mi perdevo, dovevo soffermarmi a pensare se dovessi andare a destra o a sinistra.
Solo 30 giorni e mi son già scordata la password dell'account del laboratorio informatico.
Solo 30 giorni e già tutto quel mondo mi è così estraneo. Solo 30 giorni e già di tutte le angosce, le paure, le delusioni, la rabbia, i rimpianti... con tutto questo, io sono già in pace.
E poi c'è la Minerva, l'enorme statua al centro della città universitaria, quella da non guardare negli occhi se no porta sfortuna, con il suo sguardo severo e le braccia in alto a reggere lo scudo e la lancia, forte e minacciosa. La Minerva è stampata anche sulla pergamena, ma il suo sguardo non è severo, è smarrito, e le braccia in alto non sono forti e minacciose, sono mani alzate in segno di resa. La Minerva non fa più paura. L'università non fa più paura. Il fallimento che tutti mi avevano annunciato non fa più paura. Il fallimento non c'è stato. Io ce l'ho fatta. E continuerò a farcela, senza rimpianti, perchè anche gli errori me li sono perdonati, perchè gli errori non erano errori, erano solo realizzazioni di variabili aleatorie per le quali le stime erano state imprecise. 
La soddisfazione, alla fine, è arrivata. Ci ha messo 30 giorni, però è arrivata.

giovedì 15 novembre 2012

Fortunata

Sono uscita di casa stamattina alle 7:40, in ritardo, lasciando lui che dormiva e la casa in uno stato pietoso.
Sono tornata alle 20:30 ed ho trovato il letto rifatto, la casa in ordine, la lista della spesa scritta, le pattumiere di tutte le stanze svuotate e il pigiama a scaldare sul termosifone.
Come si fa a non amare quest'enorme Guaio?!


venerdì 9 novembre 2012

Il secondo giorno

Due sveglie su tre si sono rifiutate di suonare. La terza è agli ultrasuoni.
Le patate lesse col tonno al naturale non sono un granchè da mangiare fredde per pranzo. Specie se dimentichi olio e sale.
Il calcolo del tfr e della malattia è peggio del pranzo di cui sopra.
Ed infine, il mio volo in discesa dall'autobus probabilmente rientrerà nelle leggende narrate a Roma nei secoli dei secoli.
Oserei dire che è stata una giornata di merda.
Per fortuna è venerdì, domani mi riposo. Ah, no, domani, per qualche causa che mi sfugge, ho 10 persone a cena. 
La prossima settimana migliora, vero?

giovedì 8 novembre 2012

Il primo giorno

Una giornata che inizia alle 6:00 con il mio lato camionista che, spengnendo le sveglie, esclama "porca puttana, fa un freddo boia!", che prosegue con 8 ore di lezione sulla compilazione delle buste paga con un'insegnante più noiosa dell'argomento di cui sta parlando e che finisce con due ore e mezza sugli autobus e il prezzo delle lenti a contatto aumentato del 17,45%, non può che produrre come risultato uno smisurato odio verso il mondo.
E questo era solo il primo giorno.

lunedì 5 novembre 2012

Questioni di culo.

E poi un lunedì mattina, mentre sei in Sardegna e cerchi di digerire i pranzi di famiglia del weekend ed il weekend di pranzi di famiglia, squilla il telefono.
E così, appena torni a Roma, c'è per te un posto riservato in un corso gratuito di contabilità e amministrazione del personale, materie delle quali non sai nulla e fino a ieri rosicavi per tutte le offerte di lavoro alle quali non potevi rispondere proprio per questo.
Più di 400 domande per 15 posti disponibili. E uno di quei posti è mio. Questo si chiama culo. Il famoso culo sardo. Alla faccia di quelli che volevano farmi perdere altri due mesi all'università. Fottetevi, prego.

lunedì 29 ottobre 2012

La vita dopo la laurea

M'avevano detto che dopo la laurea sarebbe stata tutta un'altra vita... e che vita!
Infatti sono 6 giorni che sto in pigiama a guardare il cumulo di cose lasciate in arretrato nella fase di preparazione alla laurea e che mi chiedo da che parte cominciare.
Sono 6 giorni che cerco di capire come minchia si usi il formato europeo per il curriculum e che mi chiedo dove lo devo mandare poi sto curriculum.
Sono 6 giorni che cerco di far capire a mia madre che non intendo tornare in Sardegna per più del tempo necessario ad arraffare i regali dei parenti e distribuire le mie bellissime bomboniere home made.
Sono 6 giorni che spero che le cose cambino in fretta, perchè io entro la fine dell'anno devo avere un lavoro ed una casa nuova.
Sono 6 giorni che penso che sta laurea sia sopravvalutata e che mi abbia tolto molto più di quello che mi ha dato.
Si accettano suggerimenti su come accelerare il cambiamento della situazione e non far passare molti altri giorni così. Perchè se questa è la vita dopo la laurea... uccidetemi, vi prego!

giovedì 25 ottobre 2012

Zero

0 punti.
Il mio impegno, la fatica, l'ansia, le rinunce... Tutto questo è valso 0 punti. 
0 punti per una tesi che è piaciuta a tutti quelli che l'hanno sentita, che mi è valsa un applauso che non finiva più. 
0 punti assegnati da una commissione che si stava facendo i cazzi suoi, chi con un libro in mano, chi con il cellulare. Qualcuno nemmeno s'era pettinato, pareva uscito dal letto in quel momento. 
0 punti dopo aver discusso la tesi seriamente davanti al mio relatore che mi rideva in faccia, indicandomi e facendo battutine all'unico commissario che cercava di ascoltare.
Ero lì con un buon lavoro, un bel vestito ed una buona presentazione. Avrei potuto essere lì con un libro di barzellette, la tuta e cantare la canzone dei puffi, tanto meno di 0 punti non si possono dare.
Il mio lavoro è stato giudicato carta straccia. Ed è stato giudicato senza nemmeno essere ascoltato. Avevo diritto a 10 minuti di attenzione, attenzione che a loro viene profumatamente pagata. Ma loro non ne avevano voglia, semplicemente. Dopo aver sentito "Gesù testimonial" poi, anche l'ultimo ha smesso di ascoltarmi. Il marketing religioso ha dato fastidio, soprattutto perchè perfettamente coerente, una teoria inattaccabile. Ma se davvero quella tesi valeva 0, se davvero questo marketing religioso non si poteva sentire, perchè nessuno mi ha interrotta? Perchè non mi è stata fatta nessuna domanda? Perchè nessuno era disposto a concentrarsi davvero sul ragionamento, il titolo non gli è piaciuto, il mio relatore mi prendeva per il culo visto che avevamo discusso pochi giorni prima e tanto è bastato. Nessuno si è davvero impegnato a giudicarmi, così come il tizio prima di me. Ci avevamo messo 20 giorni a scrivere le nostre tesi, non potevano essere dei buoni lavori, punto e basta. Valutare se davvero non lo fossero sarebbe stato troppo impegnativo. Il fatto di avere la responsabilità di firmare il nostro biglietto da visita non li ha minimamente sfiorati, loro non ne avevano voglia.
E così io mi porterò dietro a vita sul curriculum un voto del cazzo e questa laurea che doveva rappresentare un traguardo raggiunto, la sento solo come qualcosa che mi è passato sopra e per il quale non posso fare più niente. Nulla è stato come me l'aspettavo e non c'è un'altra occasione per riviverlo. 
Mi chiedo se ho subito un torto o se ho sbagliato io, ma in fondo entrambe le domande sono inutili, tanto ormai non posso farci più nulla. La soddisfazione non è arrivata e non arriverà più da questo. Bisogna guardare avanti e basta, ma la rabbia per quello che c'è indietro resta e ci metterò un po' a digerirla.
Adesso cercherò un lavoro, non continuerò gli studi. Lo pensavo già prima ed ora ne sono ancora più convinta, perchè ritengo che a me quella massa di idioti non abbiano nulla da insegnare e non intendo rimettermi ancora al loro giudizio. Io valgo ben più di questo voto di laurea che non mi rappresenta e ciò che io faccio, su cui mi impegno sempre con tutta me stessa, non vale mai 0 punti.

martedì 23 ottobre 2012

Tutto sotto controllo

Vado, mi laureo e torno.
Più o meno.
Forse.
O forse no.
Esisterà la bocciatura in seduta di laurea?
E se la inventano per me?
Credo di essere un po' agitata...

lunedì 22 ottobre 2012

Moriremo tutti!

Mancano 24 ore. Devo ancora ritirare la tesi e consegnarla al presidente del corso, cosa che ho scoperto di dover fare solo venerdì sera, dopo aver anche litigato con il relatore, che prima mi fa fare tutto da sola e poi si lamenta che ho fatto tutto da sola. "Cerchi almeno di fare una buona presentazione"... Cerca almeno di andartene... 
Alle 18 arriva l'allegra famigliola, compreso mio padre, che rompe il giuramento fatto 5 anni fa: "io non sono d'accordo che tu vada, quindi lì non ci verrò mai". 
Prima ci sono da sistemare tutte le ultime questioni organizzative e magari ripetere il discorso, che ancora non l'ho ripetuto una volta per intero.
E mentre scrivo, sono davanti alla sala delle lauree che aspetto che qualcuno apra la porta per elemosinare un cambio di slide dell'ultimo minuto, che dovevano essere consegnate improrogabilmente giovedì scorso, perciò io ho consegnato una schifezza.
L'ansia mi uccide, faccio le più disparate e disperate ipotesi su come andrà domani, compresa quella di una bocciatura in seduta di laurea, perciò mentre scrivo Il Guaio mi imbocca tocchetti di cioccolata, il secondo più potente rimedio per questi casi.
Purtroppo sembrano servire a poco sia il primo che il secondo rimedio, l'isteria mi porta via! Moriremo tutti!

venerdì 19 ottobre 2012

Habemus vestito

La scelta del vestito per la laurea è un momento importante, da affrontare in piena consapevolezza e su cui riflettere bene. Non tanto perchè dovrai impressionare la commissione con il tuo aspetto professionale e preparato, no. E nemmeno perchè dandoti un contegno, forse, inizierai a crederci pure tu che in fondo sei una persona professionale e preparata. No. La scelta del vestito ha un'implicazione morale. Sì, perchè ci sono persone a cui non fregherà assolutamente nulla della supercazzola che avrai costruito per riempire quelle 60 pagine necessarie ad essere lì vestita da tua madre, eppure ci saranno. E per giunta il microfono non funzionerà, quindi nemmeno la sentiranno la tua supercazzola; potranno solo vedere il powerpoint proiettato su un telo di 3 metri per 3 in una sala in piena luce, ovvero non vedranno un'emerita minchia.
Eppure loro saranno lì ad assistere e resteranno svegli mentre persino i commissari dormicchieranno, resteranno vigili a guardarsi intorno con il disagio di chi non sa cosa ci faccia lì ma sa di doverci essere.
Io lo so, perchè sono stata dall'altra parte, e allora ritengo di avere, in qualità di laureanda, un dovere morale verso tutti loro, di dover fare la mia parte nel diminuire quel disagio dandogli qualcosa su cui focalizzare l'attenzione. Per questo, era mio dovere scegliere un vestito che mi facesse un bel culo.
Ringraziatemi, amici e parenti miei e degli altri, io ho pensato a voi prima che a me.

mercoledì 17 ottobre 2012

Oggi

Oggi mancano 6 giorni alla laurea, quella che "lascia perdere, non è roba per te".


Oggi scrivo l'ultimo capitolo di tesi, quella che meno di un mese fa era impossibile fare in un mese.

Oggi compio 24 anni e faccio un sacco di cose che gli altri avevano detto che non avrei mai fatto. Gli altri, però, non io. Io ho sempre detto che avrei fatto questo e molto altro.
E allora oggi, agli altri, io dico col cuore una sola cosa: e statisticazzi!

giovedì 11 ottobre 2012

Il lato gaio del Guaio

-Tesoro, guarda se ti piace questo sfondo per le tue slide
- mmm... mi pare un po' troppo bianco...
- se vuoi te lo faccio più ghiaccio
- mi stai prendendo per il culo?
- no

Quando penso che la sua scala di colori comprende ghiaccio, avorio, panna, tortora, fango, carta da zucchero e parecchi altri, mi vien sempre il terrore che prima o poi cambi sponda...

mercoledì 10 ottobre 2012

Sono arrivati i rinforzi

Il Guaio ha realizzato l'irrealizzabilità della sua tesi in tempo così breve, soprattutto dato che il suo relatore l'ha abbandonato ed è partito per località ignota a tempo indeterminato.
Così ora Il Guaio ha un'altra missione: aiutare me.
Perciò stamattina al suono della sveglia, io ho potuto dormire 10 minuti in più mentre lui preparava la colazione, compreso lo spalmamento della marmellata sulle fette biscottate. Non ho dovuto girare lo zucchero nel latte, occuparmi di rimettere a posto la cucina, non dovrò preparare il pranzo nè la cena e probabilmente non dovrò nemmeno stirare le tre lavatrici accumulate. Io devo fare solo una cosa: pensare alla tesi.
Lui, nel frattempo, inizia a costruire il powerpoint per la mia presentazione, cercando pure uno sfondo che soddisfi il mio sofisticatissimo gusto in materia e non offendendosi quando gli dico che quello che mi ha appena proposto come fighissimo a mio avviso fa proprio cagare.
I giorni scorsi pensavo che avrei avuto bisogno di una mamma, non necessariamente la mia (per carità, lasciamola dov'è!), una mamma a caso che si occupasse di tutto quello che non è la mia tesi e mi liberasse dall'incombenza di dovermi occupare di me stessa e della casa, che facesse sì che il frigo fosse pieno anche senza che io andassi a far la spesa, che il pranzo fosse pronto senza che io dovessi cucinarlo e via dicendo con la lista delle incombenze necessarie alla sopravvivenza e delle quali io non ho minimamente il tempo nè la voglia di occuparmi. Bè, credo di essere stata più che accontentata, visto che Il Guaio, nelle pause, provvede anche ad altre necessità che una mamma proprio non potrebbe soddisfare...
Di questo passo, prima o poi finirà col farsi sposare!

martedì 9 ottobre 2012

Comunicazioni di disservizio 2 - la smentita

AVVISO IMPORTANTE!!!!
Per i laureandi della triennale non è necessario inviare la sintesi della tesi alla Segreteria Didattica.
Cordiali saluti

Dopo averci mandato tutti nel panico ieri, oggi ci mandano questa email, così, come se niente fosse. Per quale motivo ora non dovrei andare a prendere tutti a ginocchiate sulle gengive? Giusto perchè per colpa loro io stanotte non ho dormito e adesso sono talmente sfinita che ho appena versato il tè sul cellulare anzichè nella tazza, figuriamoci se avrei la forza di alzarmi dalla sedia. 
Odio profondo.

lunedì 8 ottobre 2012

Comunicazioni di disservizio

Si comunica di far pervenire entro venerdì 12 ottobre 2012 una copia della tesi di laurea al Relatore ed al Correlatore e la sintesi alla Segreteria Didattica.

E 'na fetta de culo no? Questa frase era in una mail appena ricevuta. Avendo io domandato martedì scorso in segreteria didattica se ci fosse una scadenza per la consegna della tesi e quale fosse ed avendo sentito come risposta un "noi non ne sappiamo nulla, a noi non deve portare altro", mi sento nuovamente presa per il culo da questo ammasso di dipendenti pubblici pagati per fare poche cose e pure male.
Saranno giorni pieni di caffeina e nicotina, ma io devo farcela.
E se ce la farò, voglio il monumento. Anche perchè non è detto che sopravviva...

Incidenti di percorso

Volevamo 4 giorni di isolamento per concentrarci sulle nostre tesi e dargli la svolta.
Volevamo 4 giorni in mezzo al nulla per non essere distratti.
Ci siamo ritirati 4 giorni in un paesino sperduto in mezzo ai monti, abitato solo da una colonia di gatti randagi e da suo nonno.
Suo nonno ci ha accolti in casa sua ed ha cercato di fare del suo meglio per metterci a nostro agio e coccolarci un po'.
Fu così che al secondo giorno ci ritrovammo entrambi con una grandiosa intossicazione da funghi ed al quarto giorno, conquistata finalmente l'autonomia dal bagno, siamo tornati a casa senza aver scritto neanche una parola di tesi.
Ed ora siamo nella merda.
Ce la faremo?

lunedì 1 ottobre 2012

30 settembre 2007

Domenica. 
Le 10:15.
Volo AP5505.
Posto A23, finestrino.
Una salopette di jeans aderente ed una polo rosa a manica lunga. I capelli tagliati e colorati il giorno prima. Gli occhiali da sole ed il trucco ben fatto.
Nella stiva un bagaglio pesante il doppio del consentito, con dentro una vita tutta da buttare e ricostruire. Sarebbe bastato un bagaglio a mano per portare ciò che davvero sarebbe servito, ma non è mai facile distinguere le cose davvero importanti da quelle che invece sono solo d'impiccio. 
18 anni ancora per un mese e mezzo. 39,8 kg di carne, pelle e ossa. 
Un sogno. Il sogno che era stato salvezza, il sogno a cui aggrapparsi per non morire, il sogno di avere un'occasione di farcela, il sogno di poterne uscire, il sogno di poter diventare grande.
All'atterraggio Roma è bella, calda e assolata. Accogliente con le sue strade grandi e sgombere dal traffico del resto della settimana, un traffico ancora sconosciuto per lei che viene da una cittadina che credeva grande e che di Roma non fa neanche un quartiere.
Ad attenderla, il marito di un'amica, un pranzo da loro e poi il collegio, la minuscola stanza singola senza bagno che le suore avevano preparato. La stanza di 2 metri per 4 che aveva scelto perchè piena di sole. La stanza con dentro solo un letto, una scrivania, un armadio a ponte e una mobiletto. E un lavandino che sarebbe stato sempre intasato. Quella sarebbe stata la sua casa per due anni.
E lei non lo sapeva cosa sarebbe successo in quegli anni. Sapeva che non sarebbe stato facile, ma quella era la sua unica possibilità e la sola cosa che sapeva davvero era che non sarebbe tornata indietro. Mai.
Credeva che il suo sogno le sarebbe bastato per trovare pace, credeva di aver lasciato indietro ciò che l'aveva consumata, credeva adesso di poterlo dominare. Come solo a 18 anni, alle prese con un sogno si può credere.
Lei non sapeva che iniziare le terapie avrebbe significato sprofondarci dentro ancora di più. Non sapeva che avrebbe dovuto scavare in sè stessa fino ad averne paura. Non sapeva che si sarebbe distrutta ancora e ancora. Non sapeva che sarebbe stata meglio e poi sarebbe arrivata la ricaduta, sempre peggiore. E poi sarebbe stata di nuovo meglio e poi ricaduta di nuovo. Ed ogni volta avrebbe perso una parte della sua capacità di sognare, fino a trovarsi a non saperlo più fare.
Lei non sapeva che il suo cuore si sarebbe congelato al punto da sentirne il dolore fisico. Al punto da credere di non poter più provare nient'altro che quel dolore. Al punto da non sapere cos'altro fare per non arrendersi, perchè sapeva solo di non potersi arrendere.
Lei non si è arresa e con fatica ha scongelato quel cuore. Piano piano, senza sapere bene come, un pezzo alla volta l'ha rimesso in sesto e con quel cuore ha via via imparato a vivere, sbagliando tante volte, amando troppo le persone sbagliate e troppo poco sè stessa. 
Ma sbagliando s'impara. E lei ha imparato. Ha imparato ad amarsi, anche se ancora spesso se ne dimentica.
Ha imparato ad amare, cercando la giusta misura.
Ha imparato a distinguere ciò che realmente le serve e a mettere da parte il resto.
Ha imparato a sognare di nuovo e a sognare cose che potrà davvero realizzare. Ed ha imparato anche a realizzarle davvero.
Ha imparato che la perfezione non le appartiene e che non deve vergognarsene fintanto che farà del proprio meglio.
Ha imparato che la vita può stupirti, nel bene e nel male. Ed ha imparato che l'unica cosa che si possa fare è essere sempre disposti a lasciarsi stupire.
Ha imparato che non tutti i problemi possono essere risolti e che bisogna saper convivere con ciò che lasciano di indelebile.
Ha imparato tante cose che non immaginava di poter imparare, perchè il 30 settembre 2007 lei sapeva solo ciò che aveva lasciato, ma non immaginava nulla di ciò che avrebbe trovato.

5 anni dopo, il 30 settembre 2012 è di nuovo domenica. Alle 10:15 circa apre gli occhi, da un bacio al suo uomo e prepara il caffè. Sarà una domenica tranquilla, tra un giro da decathlon e una partita a carte chiusi in casa mentre fuori piove.
5 anni dopo, lei è talmente serena da non ricordare che giorno sia. Perchè, a ripensarci, il passato pesa come un macigno ed un pezzo di cuore rimarrà per sempre congelato, dolente come punto da spilli. A ripensarci, l'anoressia è un'ombra che la inseguirà sempre, anche ora che ad occhio non se ne vedono più le tracce. A ripensarci, ha ancora molto da imparare. Ma 5 anni dopo, di ripensarci non ce n'è bisogno. Perchè 5 anni dopo, lei è felice. E' tutto diverso da come l'aveva sognato e forse proprio per questo lei è felice, molto di più di quanto avesse sognato.

venerdì 28 settembre 2012

Inquietudine

Sarà per il cielo plumbeo e la mia nota meteoropatia.
Sarà per la tesi da reiniziare da capo, con tutto il lavoro da fare, che mi piaceva un sacco, finchè non l'ho espsosta al nuovo relatore. Ero così entusiasta della mia idea, ma la devo ridimensionare per avere la sua approvazione. Non potendo fare a meno della sua firma, devo adattarmi al suo "cerchiamo di non offendere nessuno", perchè siamo in Italia ed in Italia quando parli di religione devi farlo a capo chino e con abbondanza di salamelecchi. Ed io invece scrivo una tesi sul marketing religioso e non mi consentono di intitolarla Dio-Denaro e nemmeno Dio in vendita.
Sarà perchè è il 28 settembre e fra due giorni sarà il 30.
Sarà perchè sono ad un passo da tutto, ma ancora ho in mano niente.
Sarà per tutta l'energia da indirizzare nel modo giusto per riuscire a fare quel passo.
Sarà per la consapevolezza di fondo che da quel passo in poi non saranno comunque rose e fiori. Anzi, diciamo pure che saranno cazzi amari.
Sarà perchè non posso sbagliare niente.
Sarà perchè devo mostrarmi sicura di quel che sto facendo e perfettamente padrona della situazione.
Sarà perchè non lo sono affatto.
Sarà perche sarà, ma io oggi mi sento alquanto inquieta. Ovvero, me rode, me rode parecchio...

martedì 25 settembre 2012

FDM

Entri in ascensore e finalmente capisci.
Capisci di non essere una pazza paranoica.
Capisci che non era una sensazione quel sentirti osservata.
Capisci perchè le donne ti guardavano male.
Capisci perchè gli uomini ti guardavano.
Capisci perchè erano mesi che non mettevi quella camicetta.
Capisci perchè detestavi i suoi piccoli bottoncini tondi.
Perchè in ascensore c'è lo specchio e grazie a quello specchio tu capisci di aver attraversato mezza Roma con le tette in bella mostra.
Ed oggi non avevi nemmeno un intimo discreto.

Queste si chiamano: Figure Di Merda!

giovedì 20 settembre 2012

Mai più

Mai più "in che aula è?"
Mai più "ma che domande fa?"
Mai più "com'è, stronzo?"
Mai più "di più non le posso dare"
Mai più "torni la prossima volta" 
Mai più "potevo prendere di più, mi sono agitata"
Mai più "questo non era nel programma"
Mai più "no, ma io son del vecchio ordinamento, ho l'esame da 8 crediti"
Mai più voti in trentesimi che ti fanno mettere in dubbio il tuo vero valore.
Mai più questo e molto altro, perchè nella vita gli esami non finiscono mai, ma nell'università, per fortuna, sì.
Ed io, finalmente, HO FINITO!

martedì 18 settembre 2012

Di prima mattina bis

"La vedo dimagrita, stanca... ha proprio il viso tirato..."
Questa è la relatrice della mia tesi che mi dice che ho una faccia di merda dopo avermi detto che non mi fa laureare ad ottobre.
Fra 3 ore ultimo esame e poi parte la caccia al nuovo relatore. Smonterò la facoltà, ma io DEVO farcela.
Qui non hanno capito con chi hanno a che fare...

Di prima mattina

Alle persone che puzzano dovrebbe essere proibita la libera circolazione. Soprattutto se poi, quando incontrano persone che non puzzano, le salutano con cose tipo: "mmm... come sei profumosa!". 
'chè poi le persone che non puzzano si devono mordere la lingua.

lunedì 17 settembre 2012

La torta per Il Banale

Ora non puoi dire che non abbia mantenuto la promessa.

sabato 15 settembre 2012

Sospesa

Lui è andato via un'oretta fa ed io adesso mi godo il mio spazio, ascolto un po' di musica, assaporo la mia casa immersa nel buio. 
Dormire non è mai stato affar mio... a meno che io non sia lì, al mio posto, fra il suo braccio destro e quello sinistro. Lì trovo pace, dormo e sogno. Ma quella pace e quei sogni mi tradiscono...
Molti giudicano, vedono solo con quanta velocità io sia uscita da una relazione ed entrata in un'altra; dicono che io non sappia stare da sola, nel caso più gentile... Non sanno o non vogliono sapere quanto sola io sia stata in quella precedente relazione, per quanto tempo abbia cercato di salvare anche ciò che non era da salvare e quanto quell'esperienza continui a ripiombarmi addosso.
E' nei sogni in cui vedo la sua immagine sovrapporsi a quella del mio uomo attuale, è nei momenti quotidiani in cui involontariamente penso "quello stronzo questo non lo faceva", è nei momenti in cui soffio come una gatta a cui sia stata pestata la coda anzichè lasciarmi andare e fare le fusa. 
Non riesco ad ignorare il lento ed inesorabile declino che quella storia ha subito; non riesco a dimenticare le mie lacrime disperate e le mie urla per cercare di attirare l'attenzione di quell'uomo che non sapeva amare; non riesco a dimenticare di averlo dovuto tradire per riuscire a liberarmi e a ritrovare me stessa. 
Ripenso poi al lavoro che ho fatto su me stessa per riuscire a lasciarlo ed a lui che iniziava a piagnucolare come un bambino che cerca l'attenzione della mamma. Non riesco a dimenticare quanto ho dovuto diventare stronza per poter ritrovare la voglia e la capacità di vivere.
Ed oggi, che ho accanto un uomo come non pensavo ne esistessero, oggi che posso vivere ciò che ho sempre desiderato, oggi la dolcezza di ogni momento ha il retrogusto amaro dell'esperienza passata, che sembra così lontana, ma è pur sempre così vicina.
Oggi che sono ad un passo dall'essere quella che ho sempre voluto, mi ritorna indietro tutto. Quell'amore sbagliato che si riflette sulla bellezza di quello attuale, quell'inferno privato che cerca di reinfilarsi nella mia vita quotidiana, quella famiglia lasciata lontana che continua a chiedermi perchè io non voglia tornare. 
Vivo sospesa, immersa in un presente che sta per diventare futuro, ma con ancora addosso il peso di un passato denso, pieno, ingombrante.
Vorrei saper dimenticare le cose sbagliate che ho fatto o la persona sbagliata che sono stata. Vorrei saper dimenticare i mille modi in cui mi sono fatta lo sgambetto da sola. Vorrei non esser mai caduta e non avere addosso certi lividi. Ma in fondo penso che quello che oggi e quella che sono oggi valgono bene tutto ciò che c'è stato ieri, se questa era l'unica strada per arrivarci. Eppure non riesco a smettere di chiedermi se fosse davvero l'unica strada possibile.

mercoledì 12 settembre 2012

Galateo

"Ora Amore ti spiego una cosa: quando circoli mano nella mano con una ragazza ed incontri un tuo amico, se la presenti, è la tua fidanzata, se non la presenti, è quella con cui scopi al momento. Ti è chiara la differenza?"

Il Guaio è un'anima candida e a me, come sua prima fidanzata ufficiale, tocca spiegare anche le cose più basilari. 
E poi, i suoi amici che si incontrano per strada sono tutti giocatori di pallanuoto strafisicati, posso davvero permettergli di non presentarmeli? Non si sa mai...

lunedì 10 settembre 2012

Ansia

-8 giorni all'ultimo esame : programmazione in Java (e mi devono ancora spiegare quando mai me ne farò qualcosa nella mia vita da statistico)
-45 giorni alla discussione della tesi.

E ancora non ho la firma sul documento annullato a giugno per il quale saltai la precedente sessione.

Ansia.


sabato 8 settembre 2012

Brutte persone

Ingresso di Scienze Statistiche.
Io, Il Guaio ed un collega.
Giovine imberbe ancora sudato per l'esame di maturità. S'avvicina ai tre di cui sopra: "Scusate, vi posso chiedere un cosa?"
In contemporanea:
"Forse"
"Dipende"
"Soldi no"
Giovinotto interdetto, prende il coraggio a due mani e ci prova lo stesso: "Io mi dovrei iscrivere qui a Statistica..."
Ancora in contemporanea, senza accordo alcuno:
"Poverino..."
"Condoglianze"
"Non lo fare!"

I suoi occhi sgranati li ricorderò finchè campo! Ihihihihhi

Dovrebbero metterci a fare il servizio di orientamento per le matricole e aspiranti tali, ridurremmo sensibilmente il numero di incoscienti che si iscrivono senza saper bene a cosa andranno incontro e poi finiscono fuori corso... come noi tre! 

giovedì 6 settembre 2012

Tiè, un premio! Blog Diamond Award

AlexV e Midori di Tè agli elefanti (che se non le seguite, io vi consiglio di seguirle), mi hanno assegnato questo premio, a dimostrazione che i miei sproloqui a qualcuno piacciono. Oh, so' gusti! Innanzitutto ringrazio, 'chè un premio fa sempre piacere, poi passo alla fase successiva, non prima di aver elencato le 3 semplici regole del gioco:

1.Citare la creatrice del premio, Roberta- Roby Beauty.
2.Essere iscritti a questo blog.
3.Premiare 5 blogger meritevoli
E chi saranno questi 5 meritevoli?
Rullo di tamburi....

1. Il Banale - che magari non se lo merita in pieno, ma è offeso con me perchè faccio le torte agli altri uomini e a lui no e quindi me lo devo un po' intortare;
2. Margherita - sul cui merito, invece, non sussiste dubbio alcuno;
3. Alessandra - come sopra!
4. Gegge - per non farsi mai mancare un sorriso;
5. Ale [Tredici] - new entry, ma già molto apprezzato.

Bene, ora a voi ritirare il premio e rigirarlo ai vostri 5 blog meritevoli. Andate e moltiplicatevi!

mercoledì 5 settembre 2012

Lui sa che io e lui ci intendevamo bene...
Lui lo sa che io e lui ci siamo intesi sia prima che durante la mia precedente relazione...
E lui sa anche che non ha nulla da temere.
E proprio per questo non teme e mi lascia libera di andare dove voglio, quando voglio e con chi voglio.
Perchè tanto lo sa che, senza alcun dubbio, le sue braccia sono sempre l'unica casa che voglio abitare.

Tentativi di sabotaggio

"Amore, io stasera non ho proprio voglia di cucinare... poi ho ancora un po' il pranzo sullo stomaco... poi fa freddo... brodino per cena?"

"Va bene, Amore, vada per il brodino"

Io un uomo che non scappa di fronte al brodino non credevo esistesse! Ma che questo se vuole davvero fa' sposa'???

lunedì 3 settembre 2012

Ambivalenze

Il primo caffè che ti prepari da sola. La prima mattina che ti svegli senza dire buongiorno a nessuno. 
Questa è libertà ed è solitudine.
Questa è una scelta di vita ed una rinuncia.
Questo è l'eterno conflitto che mai si risolverà: la mia felicità vs la mia famiglia. Mai nessuna delle due potrà essere completa, l'una toglierà sempre qualcosa all'altra, nell'eterna lotta per trovare un equilibrio.
Ci sono dolori che si assopiscono, ma che non passeranno mai del tutto.

venerdì 31 agosto 2012

Domani - bis

Domani, finalmente, tocca a me partire. Si torna a Roma, si torna a casa. Già sento il rumore delle mie chiavi che aprono la porta; già pregusto il lieve incazzo che mi verrà quando vedrò in che condizioni i  due uomini hanno ridotto la cucina; già mi disincazzo perchè ci sarà Il Guaio con me che ha dichiarato intenzioni bellicose e non mi lascerà nemmeno disfare le valigie, figuriamoci incazzarmi per la cucina.
E domani sera devo girarmela tutta, la mia città, e recuperare gli arretrati di vita normale accumulati in un mese. Devo riprendere fiato, respirare a pieni polmoni lo smog in cui ho scelto di vivere, che ha modificato i miei polmoni diventando l'unica cosa che posso respirare e stare bene. 
Domani... ah, domani!

Oggi, però, ci sono le ultime 24 sull'isola da affrontare. Nelle ultime 24 ore, di solito, la mia propensione al fanculo aumenta, di pari passo con la propensione alla rottura di palle ed alla recriminazione di mia madre, notoriamente affetta da Sindrome Del Nido Vuoto. (Che poi, se hai tanto la SDNV, perchè quando hai il nido pieno non fai niente per invogliare i tuoi pulcini a restarci? Misteri...)
Ma io sarò brava (o cogliona?) e cercherò di non indirizzare nessuno verso luoghi remoti (tanto domani me ne vado io). Starò invece buonina a fare i bagagli, andrò a salutare le zie (che anticipano sempre il monetario regalo di compleanno), uscirò per salutare le amiche, quelle vere e quelle finte. Cercherò persino di non far vedere troppo il mio giubilo, magari metto quell'eye-liner che mi irrita un po' così scende pure qualche lacrimuccia... 
Sono solo 24 ore, ce la posso fare...

E domani... ah domani! Domani si riprende a vivere, dopo la pausa forzata, nonostante le ammaccature e le ferite di questo mese, come sempre. E pazienza se da domani ho di nuovo da pensare alla corsa per la laurea ed a trovarmi un lavoro stabile per pagare da sola l'affitto dal mese prossimo. E pazienza se vita vera fa rima con problemi veri, almeno sono i problemi miei e posso inventarmi qualcosa per uscirne. 
Domani... finalmente è quasi domani!

martedì 28 agosto 2012

Il lato dolce


Giusto per nauseare un po' Il Banale, ecco la famosa torta con cui ho accolto Il Guaio.


Ps: sì, era buona e sì, era alcolica.
Pps: l'esilio sta finendo, i primi 15kg dei miei bagagli partono domani ed io inizio finalmente a vedere la luce.

mercoledì 22 agosto 2012

Razionalizzando

Prendo atto dei fatti degli ultimi giorni, guardo quello che ho in mano adesso, pianifico cosa devo fare.
Ho fatto il biglietto senza comunicarlo a nessuno e attendo lo scorrere di questo , che può sembrare un po' da paranoici, ma dà una certa soddisfazione, lo devo ammettere.
Nei prossimi giorni mi rimetterò a studiare, che avrei pur sempre una laurea fra due mesi, io...
Per oggi, però, mi dedico al riordinamento delle foto della "vacanza" con Il Guaio, che per noi è stata comunque una parentesi importante e costruttiva, da ricordare con gioia, nonostante tutto. 
E mentre medito su come far pagare a chi di dovere il "nonostante tutto", vi lascio un saluto "di persona", che magari latiterò ancora un po' (o magari no), ma ricordatevi che Aidi vi guarda...

martedì 21 agosto 2012

Nera.

Incazzata nera.
Perchè Lui è ripartito ed io sono rimasta qua.
Perchè Loro sono riusciti tutti a stupirmi: da chi mi aspettavo il peggio ho visto il meglio e da chi mi aspettavo il meglio ho visto peggio di quanto potessi immaginare.
Perchè non posso insegnare l'educazione a mia madre, nè prenderla a schiaffi in bocca quando si comporta come una bambina capricciosa.
Perchè qui ormai non c'è più niente di giusto, di sano.
Perchè questa non assomiglia nemmeno lontanamente a casa mia nè ad un posto in cui vorrei stare.
Perchè io adesso faccio il biglietto per il ritorno e l'1 settembre sarò nella mia città, nella mia vita ed anzichè salutare con la lacrimuccia all'aeroporto avrò solo voglia di urlare un enorme vaffanculo. E questo, quando il destinatario è la tua famiglia, non è per niente una buona cosa. 

domenica 12 agosto 2012

Domani

Ho comprato una rosa bianca e fuxia con cui accoglierlo all'aeroporto.
Ho preparato una torta con sopra un'altra rosa, rossa stavolta, da fargli trovare a sorpresa nel frigo del suo alloggio.
Ho ritagliato i capelli, per essere perfetta.
Ho scelto il vestito, lavato e stirato.
E domani arriva: Il Guaio sarà qui. Qui dove io non voglio stare. Qui dove io sono nata e cresciuta. Qui dove mi sono ammalata. Qui da dove sono fuggita. Qui dove tornare ogni volta è diverso. Qui dove comunque il mio cuore mi imporrebbe di tornare. Qui dove ci sono tutti loro. E speriamo che si piacciano, lui e loro. Avrei aspettato a farli conoscere, ma questo mese dovevo stare qui e non era pensabile che ci stessi da sola per tutto il tempo. Non sarebbe stato giusto nè per me nè per quella cosa che sta prendendo forma e che si chiama noi.
Insomma, da domani si balla... per non sbagliare, io incrocio le dita, che i prossimi 8 giorni potrebbero essere una meraviglia così come un autentico disastro. 

giovedì 9 agosto 2012

Il bicchiere mezzo pieno - 1

Ho deciso di guardare il bicchiere mezzo pieno e cercare i lati positivi di un mese di esilio vacanza in Sardegna:
N° 1: il mio pranzo stamattina nuotava in mare aperto.

mercoledì 8 agosto 2012

Mancanza in vacanza

Nella rabbia generale di questo esilio forzato, sperimento una nuova sensazione: la mancanza. La Sua mancanza. 
Non mi andava di partire e certamente non ero felice di separarmi da lui, come da tutto il resto della mia vita, ma non pensavo avrei provato questo. Pensavo che sarei stata capace di razionalizzare il fatto che sono solo 2 settimane senza, una con e poi altri 10 giorni senza, e invece non riesco a farmi passare le giornate. E nelle giornate che non passano, mi mancano le carezze, i sorrisi, gli sguardi, il fare la spesa e il preparare la colazione... e non mi posso distrarre, perchè è una mancanza che sento addosso, è una sensazione fisica sempre presente, anche se faccio mille cose insieme per tenermi impegnata.
E' qualcosa che non mi aspettavo. Sapevo mi sarebbe mancato, ma non sapevo che qualcuno potesse mancare in questo modo...
Quando gli ho dato il permesso di radicarsi così in fondo?

domenica 5 agosto 2012

Casa...

Io sono là dove molti pagherebbero per essere.
Io sono là dove molti pagano per essere (ed io li ringrazio, perchè pagano me).
Io sono su un'isola con un mare meraviglioso, in una casa a 500 metri da una spiaggia di sabbia finissima.
Io sono nel posto sbagliato. Non ho scelto di venirci, non ho scelta, devo e basta. E le altre volte, in un modo o nell'altro, riuscivo a farmela passare. Ma stavolta no, non mi passa. Le giornate sono infinite ed io sono sempre più incazzata. Esco, vado al mare, passeggio per la città, vedo vecchie amiche, ma nulla di tutto ciò basta a togliermi il pensiero che io non ho scelto tutto questo e non me ne fotte assolutamente nulla del sole e del mare e della città. Macino chilometri, guardandomi intorno, cercando il mio posto, ma il mio posto qui non c'è. 
Io voglio solo la mia vita, quella che ho messo su con tanto impegno, di cui vado fiera e nella quale mi sento felice. 
Io voglio la mia casa, dove nessuno urla e dove se c'è un conflitto lo si risolve, non come qui, dove è stata richiesta la mia presenza per fare da spettatrice a liti nelle quali non posso intervenire, dove semplicemente mi devono far vedere come i problemi di sempre sono diventati ormai una guerra quotidiana.
Io non ci sto. Io mi sono tirata fuori 5 anni fa. Io adesso voglio tornare a casa mia, fine delle trasmissioni.

martedì 31 luglio 2012

Giungo sull'isola dei noiosi ieri, verrò raggiunta dal Guaio fra due settimane. E a tal proposito, mi ritrovo con le sottili insinuazioni della mia famiglia che finge di non sapere tutto l'antefatto della chiusura della mia precedente relazione e focalizza l'attenzione sullo ristretto intervallo di tempo intercorso tra quella e l'inizio della nuova.
In sostanza, i miei mi danno della zoccola.
Amen.
Poi scopro perchè i miei abbiano ancora così vivo il ricordo dell'ex: l'idiota si è permesso di telefonargli. Così, giusto per fare quattro chiacchiere.
E può solo ringraziare che io l'abbia scoperto oggi, a 500km di distanza. Ma anche se non posso procurargli del dolore fisico, medito la mia vendetta... Suggerimenti? Come ricordare ad un coglione che è fuori dalla mia vita per sua colpa e che non deve permettersi di rientrarci nemmeno con un'unghia?

lunedì 30 luglio 2012

Bagagli e UominiDaSposare

Valigia aperta.
Letto coperto di vestiti.
Selezione dell'indispensabile in corso.

Aidi: "...mmm... forse sto portando troppi vestiti..."

Risposta di un qualsiasi uomo normale: "decisamente sì, dimezza".

Risposta del Guaio, eletto UomoDaSposare: "se ci stanno, è giusto che tu li porti".

Se è un sogno, non svegliatemi!

giovedì 26 luglio 2012

Di Guai, SFiga e madri iettatrici

Questa settimana è l'ultima a Roma prima della partenza per l'isola dei noiosi, che molti pagherebbero per essere al mio posto ed io invece rimando il più possibile. Perchè la famiglia è una cosa sacra e meravigliosa, ma ci sono situazioni in cui, per la salute fisica e mentale di tutti, la lontananza è necessaria per apprezzarsi di più. O quantomeno per sopravviversi a vicenda. 
Comunque, ultima settimana: tocca divertirsi. E su questo punto, già mi sono espressa nel precedente post, in cui annunciavo come la sfiga avesse deciso di bussare alla mia porta riproponendomi la tonsillite di una decina di giorni prima. 
Io, francamente, pensavo mi bastasse così; in fondo mi ero riammalata e finita ad essere curata dalla famiglia del mio fidanzato dall'altro ieri, con quella che di questo passo un giorno chiamerò suocera che mi comprava le mutande e i pigiami per poter stare ad interim in convalescenza a casa sua. Ed io credo che nessuna donna vorrebbe far sapere la propria taglia di mutande alla futura suocera.
Mi bastava, no?
Ecco, no. Perchè solo pochi giorni prima avevo gongolato troppo per la ritrovata taglia 40 e la dovevo pagare. Perciò, quando ieri sono stata meglio ed ho convinto Il Guaio a riaccompagnarmi alla mia dimora rosa, lui ha stabilito di dover restare a prendersi cura di me. E siccome stavo meglio e non c'era più la family a fare da anticoncezionale naturale, le carte per il burraco le abbiamo lasciate lì dai suoi. Però noi siamo due tipi svegli e prudenti e lo sappiamo che sotto antibiotici non ci si può fidare dei contraccettivi ormonali, che sono sicuri al 99,8% e quello 0,2% di fallimento è dato proprio da quelli che non lo sanno e si fidano lo stesso. Ma noi siamo svegli e siamo due statistici, perciò aggiungiamo a tutto ciò il 90% di sicurezza del preservativo, acquistando ovviamente il miglior marchio in commercio e rigorosamente in farmacia, che al distributore subiscono gli sbalzi termici e non si sa mai.
E, giustamente, siccome siamo due statistici e sosteniamo che quelle di Murphy siano tutte cazzate, cosa può succederci? Ovviamente, poteva non rompersi il preservativo? E potevamo accorgercene in tempo? Così, giusto per ricordarci che Murphy era una faina e che la SFiga esiste, con la SF maiuscola. 
Ora che abbiamo capito la lezione, possiamo almeno sperare di essere in quel 98% di casi in cui la contraccezione d'emergenza funziona? Eddai, su, giuro che entro martedì approderò sull'isola! Perchè io lo so che queste son tutte quelle che mi sta tirando dietro mia madre...

martedì 24 luglio 2012

Non ho il fisico

Sabato scorso. 
Mare. 
Gaeta. 
Giornata spettacolare. 
"Ma fermiamoci a mangiare una pizza". 
"Ma facciamo una passeggiata prima di ripartire".
Rientro a Roma ore 2:15, 21 ore dopo il mio risveglio.
E mi ero dimenticata il cambio, perché io sono abituata ad andare al mare a 500 metri da casa.
E l'amico del Guaio doveva guidare col finestrino spalancato per non abbioccarsi.
E io mi son beccata la ricaduta della tonsillite. Altro giro di antibiotici e febbre e via dicendo. Con l'aggravante che stavolta Il Guaio non si è limitato a farmi da infermiere, no, stavolta tutta la sua famiglia mi ha presa in ostaggio. E s'è rotta la macchina, perciò non posso corromperlo a riportarmi a casa mia, devo restare qui finchè non avrò la forza di affrontare la traversata della capitale con i mezzi pubblici.
Nel frattempo: Il Guaio somministra le medicine, la mamma prepara minestrine, il padre gira per casa chiudendo tutte le finestre al mio passaggio e la sorella cerca di difendermi a suon di "ma lasciatela un po' in pace".

Questo è perchè avevo detto che questa settimana, l'ultima prima del rimpatrio forzato, me la sarei goduta e mi sarei divertita.
Ed io sono sempre stata una persona seria, non ho il fisico per il divertimento.

martedì 17 luglio 2012

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Dopo l'idillio, arrivano, immancabili, loro: i problemi.
Ognuno ha i suoi. 
Io ho i miei.
Lui ha i suoi.
E poi rendersi conto che ora lui ha anche i miei ed io ho anche i suoi.
Rendersi conto che ora anche lui ha i miei ed anche io ho i suoi.
Rendersi conto che, vista così, è una fregatura.
E non volersene tirare fuori.
"Nel bene e nel male"... si comincia così.

E guai a chi dice che sono una tenerona!

lunedì 16 luglio 2012

Non mi piaci

Lo dici ogni volta che mi vedi ed ogni volta ci metti una punta d'acido in più, anche un po' di cattiveria ed in fondo, lo sappiamo, uno smisurato risentimento.
Perchè ogni volta che mi vedi, non vedi più la tua bambina e non te la puoi nemmeno immaginare, come quando sono lontana. Eppure, quando sono lontana, non fai che chiedermi di tornare e rimproverarmi per aver scelto di andarmene. Sono passati 5 anni, eppure continui ancora a chiedermi, sempre più incazzata, perchè io l'abbia fatto, cosa trovi di tanto affascinante "in continente" e nel suo modo di vivere. Ed io mi incazzo, oh, quanto mi incazzo! Non tollero di dover continuamente difendere la mia scelta di vita e dover giustificare il mio essere felice, non sopporto di dover sempre dare una motivazione per motivare il mio restare a casa mia anzichè venire da te. E la rabbia alla lunga è avvilente e logorante, pesa sempre più sentire il sedimentarsi di questa tensione fra me e te, di questo nodo irrisolto, del tuo sentirti abbandonata da me, figlia ingrata e stronza. Ma questo è il prezzo da pagare per mantenere in piedi "la versione ufficiale", quella degli studi che mi hanno portata lontana, quella che ti fa tanto male, ma mai quanto te ne farebbe la verità.
Ed io, cara Mamma, non ti dirò mai la verità. Ai tuoi "se fossi rimasta a casa ora saresti già laureata" continuerò a non rispondere, perchè la verità è che se fossi rimasta a casa forse ora nemmeno ci sarei.
E tu non saprai mai quanto mi sei mancata nei corridoi di quell'ospedale e fuori dalle porte di quegli studi. Non saprai mai quanto avrei voluti averti lì e potermi abbandonare anch'io fra la tue braccia invece di dover restare sempre in piedi da sola, perchè nessuno mi avrebbe raccolta nè avrebbe fatto le cose al mio posto. 
Non saprai mai nulla perchè io ho scelto di tenerti fuori da tutto questo e di risparmiarti il dover mettere in discussione tutto ciò che avevi fatto per me, il modo in cui mi avevi amata per quei 18 anni di vita. Avresti potuto vedere i chili che sparivano dal mio corpo, le ossa che spuntavano, le forze che mi mancavano...ma non hai visto. Ed io non ho voluto farti vedere, perchè non meritavi tutto questo. Perchè mi hai amata, troppo ed a modo tuo, ma con tutta te stessa e di questo non era giusto farti una colpa. Perchè sei stata una brava mamma, solo con la figlia sbagliata.
Ora è passato, in un modo o nell'altro ce l'ho fatta. Sono viva ed ho una vita mia, piena, felice e della quale ho imparato ad essere regista e protagonista. E proprio questo ti sta facendo diventare matta. 
Non ti piacciono i miei capelli corti, con quel taglio troppo deciso; non ti piacciono il mio rossetto rosso e le mie unghie lunghe; non ti piacciono i miei tacchi alti nè il modo in cui ci cammino sopra. Non ti piace che io sia una persona separata da te, indipendente ed in grado di decidere per sè. Non ti piace il non poter essere più la mamma che eri quand'ero bambina e che, nonostante tutto, ha fatto di me quello che sono oggi. Non ti piace che io abbia tagliato quel cordone che mi avrebbe soffocata. Non ti piace che io non voglia ricucire quel cordone e mi tenga a distanza per preservare la mia vita.
Mi dispiace, ma allora avevo il dovere di salvarmi ed oggi ho il dovere di difendere ciò che ho costruito, che ti piaccia o no.

mercoledì 11 luglio 2012

Deliri

Mentre meditavo un incazzatissimo ed incazzosissimo post sull'abitudine maschile di ergersi a difensori della propria gentil donzella e sulla mia indipendenza da tutt'altro che gentile donzella, mi sono ritrovata con due tonsille simili a due pigne per dimensioni e copertura di placche e un febbrone tale da non poter alzare la testa dal cuscino. E in quest'occasione, ecco Il Guaio che si trasforma da studente impanicato alla vigilia di un esame ad infermiere servizievole con nulla di più importante da fare che prendersi cura di me.
E non ci sono abituata, perchè nessuno l'ha mai fatto prima.
E un po' m'incazzo, perchè io sono più che indipendente e non sopporto di aver bisogno degli altri.
E m'incazzo un altro po', perchè io devo sempre farcela da sola. Anche quando non ce la faccio.
E sarà la febbre, ma alla fine sento che non mi dispiace sapere che lui sa esserci.
Però adesso l'ho comunque rispedito a casa sua, a studiare per il suo esame. 
E che non si abitui troppo a vedermi inerme, che la tonsillite passa ma, se continua così, rischia che lui me lo tenga per davvero...

venerdì 6 luglio 2012

Piccole BdC

Tre giorni fa.
Squilla il telefono:
"Buongiorno, sono Tiziamaisentitanominare, parlo con Aidi?"
"Sì,  mi dica"
"Mi ha dato il tuo numero L'amicatua, ti ha preannunciato la mia chiamata?"
"ehm... no, non la sento da un po'..."
"mmm... bè, io ti chiamo perchè cerco una persona che lavori per me, il lavoro è questo, questo e quest'altro. Paga con rimborso spese, vieni in ufficio quando ti pare, basta che consegni il lavoro entro le scadenze. Ti può interessare?"
"bè, sì, potrebbe essere interess...."
"ottimo, cominci domani alle 8:30."

Così, mentre pensavo di dovermi cercare un altro lavoro un po' più serio di quello che mi sono inventata, che magari mi permettesse anche di pagare l'affitto, il lavoro ha cercato me. L'affitto credo che non lo pagherò nemmeno con questo, ma il fatto di essere stimata al punto da indurre le persone ad assumermi sulla fiducia è già di per sè molto gratificante. 
Soprattutto in un momento come questo, in cui devo ringhiare ogni giorno contro chi avrebbe dovuto e dovrebbe ancora sostenermi e invece non fa altro che criticare le mie scelte e buttarmi addosso la sua frustrazione per non avere mai avuto il coraggio di farne neanche la metà. 

mercoledì 27 giugno 2012

Il 20 luglio 2012 avrei dovuto laurearmi, fregiando la mia persona del "prestigioso" titolo di Dottore in Statistica e Informatica per la Gestione Aziendale. 
Dopo 5 anni, sarebbe pure giunto il momento... 
Potevo mancare il traguardo per un sacco di motivi, magari per aver lasciato un fidanzato storico un mese e mezzo prima, oppure per essermene trovata subito un altro ed aver trascorso molto tempo con lui a studiare anatomia comparata invece che inferenza statistica e programmazione. Oppure potevo non finire la tesi in tempo...
E invece io il 20 luglio 2012 non mi laureerò perchè un documento che negli ultimi 6 mesi ho sottoposto a ben 5 approvazioni, con relative 5 firme, non è in regola. Perchè nessuna delle 5 persone che l'hanno firmato l'ha letto davvero o si è preoccupata di dirmi come dovesse essere fatto. Solito menefreghismo all'italiana, che però, in ultimo, si va a scontrare con un computer, che non consente di inserire quelle informazioni nel sistema e adesso nessuno si vuole assumere la responsabilità di correggerle in maniera mendace ed apporre una seconda firma. 
Fu così che Aidi se la prese in quel luogo sito posteriormente alla propria persona, senza nemmeno un pochino di vasellina.
Ora Aidi è molto, molto arrabbiata, perciò ha ben pensato di ignorare per una settimana le richieste del proprio relatore di un capitolo di tesi e di presentarsi all'ultimo esame preparata "per sentito dire", consegnando un compito che il professore potrà commentare solo con un "mi prendi per il culo?".
Sì, professore, la prendo per il culo, come questa prestigiosa istituzione sta facendo con me.
Almeno, da qui ad ottobre, avrò qualcosa da fare anzichè passare il tempo a rosicare e maledire quelle 5 persone... 
Anche se, a dire il vero, almeno un paio di virus gastroenterici a testa glieli auguro comunque!

lunedì 25 giugno 2012

Sono giorni in cui sta cambiando tutto. 
I piani, le scadenze, gli orizzonti.
Stanno cambiando i sentimenti e le attitudini.
Avevo detto "giammai!" e adesso che problema c'è? Ah, sì, va così? E vabbè, vuol dire che è giusto così, evidentemente è un'esperienza che devo fare.
Avevo detto "mai più!" e invece ci casco di nuovo, perchè al cuor non si comanda.
Avevo detto "un giorno quest'esperienza la userò per aiutare qualcuno a non farla" e invece scopro di non essermi ancora perdonata e dentro agli occhi di chi naviga in quelle acque, io non so come guardare.
Avevo detto un sacco di cose, ma come al solito, la vita sa come deve andare
E mi sconvolge un po'. 
Ed è una scommessa che non posso smettere di giocare. 

giovedì 21 giugno 2012

Lui&Lei

Lui manda il messaggino del buongiorno.
Lei sorride come un'idiota.


Chi è che non si doveva più far fregare?

lunedì 18 giugno 2012

Rapide evoluzioni

Questa storia si evolve in fretta. 
Siamo già alla violenza. 
Un occhio nero. 
Il suo. 
Gli ho dovuto tirare un'anta della doccia in faccia, sai mai che mi avesse presa per una tenera...

domenica 17 giugno 2012

The first date - post scriptum

Un primo appuntamento lungo quasi 24 ore.
Una rosa bianca, per essere onesto. Perchè una rosa rossa può voler dire due cose: "ti amo" oppure "me la dai?"; e la prima è prematura, la seconda è storia vecchia. 
Una passeggiata per Trastevere, una terrazza su Roma, "è bello, qui. è bello, tu. è bello, noi".
Un'ora scarsa di sonno.
Il cappuccino alle 10. 
Preparare il pranzo alle 13.
Renderci conto alle 19 che domani abbiamo un esame e sarebbe il caso di studiare.
Salutarsi con "ci sentiamo dopo".
Respirare il silenzio di casa mia, sentire la mia indipendenza che scalcia insieme a quello sfarfallio che manco ricordavo più. 
La cosa più giusta da fare, ancora non è chiara. I buoni principi vanno a quel paese insieme alle prese di posizione. C'è una sola cosa giusta da fare: vivere quello che viene. Chi vivrà, vedrà. Progetti e aspettative, paure e rimpianti, tutti insieme, si mettano da parte. Oggi è solo oggi. Domani è comunque una scommessa, che ci speri oppure no. 
La vita sa come deve andare.