Un viaggio del cazzo. Con il treno che si ferma a metà strada perchè c'è gente senza biglietto che si rifiuta di scendere. Con un toast terribile per cena. Con il volo in ritardo di un'ora e pieno di gente lagnosa. Con la congiuntivite e l'ascesso dell'ultimo dente del giudizio. Un viaggio anticipato di qualche giorno, nonostante il mio rifiuto per questa partenza. Un'accoglienza che ad un funerale ci sarebbe stata più allegria. Tutto ciò per un unico scopo: portare a mezzanotte un panettone vegano con 18 candeline a te, piccola peste non più tanto piccola. Io non ti ho dato il permesso di crescere, ma a quanto pare sei diventata maggiorenne. Io non c'ero negli ultimi anni e tu all'inizio l'hai preso come un abbandono. Oggi ti prepari a fare ciò che ho fatto io. Oggi l'hai capito, che non abbiamo altra scelta. Oggi lo sai che è sopravvivenza. Oggi hai ricongiunto la me che ti spazzolava i capelli prima di andare a scuola a quella che ti ha abbandonata. Oggi sai che ci sono sempre stata lo stesso. Che al momento giusto io arrivo. Con un panettone vegano, perchè tu sei fatta a modo tuo. Con 18 candeline accese ed un tentato incendio del gatto, perchè la mia sbadataggine l'hai presa tutta. Con il regalo che sapevo di non sbagliare. Per vederti finalmente contenta, ora che tocca a te combattere per conquistare la tua vita, la tua libertà. Auguri, Sorema...

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