Pagine

mercoledì 27 giugno 2012

Il 20 luglio 2012 avrei dovuto laurearmi, fregiando la mia persona del "prestigioso" titolo di Dottore in Statistica e Informatica per la Gestione Aziendale. 
Dopo 5 anni, sarebbe pure giunto il momento... 
Potevo mancare il traguardo per un sacco di motivi, magari per aver lasciato un fidanzato storico un mese e mezzo prima, oppure per essermene trovata subito un altro ed aver trascorso molto tempo con lui a studiare anatomia comparata invece che inferenza statistica e programmazione. Oppure potevo non finire la tesi in tempo...
E invece io il 20 luglio 2012 non mi laureerò perchè un documento che negli ultimi 6 mesi ho sottoposto a ben 5 approvazioni, con relative 5 firme, non è in regola. Perchè nessuna delle 5 persone che l'hanno firmato l'ha letto davvero o si è preoccupata di dirmi come dovesse essere fatto. Solito menefreghismo all'italiana, che però, in ultimo, si va a scontrare con un computer, che non consente di inserire quelle informazioni nel sistema e adesso nessuno si vuole assumere la responsabilità di correggerle in maniera mendace ed apporre una seconda firma. 
Fu così che Aidi se la prese in quel luogo sito posteriormente alla propria persona, senza nemmeno un pochino di vasellina.
Ora Aidi è molto, molto arrabbiata, perciò ha ben pensato di ignorare per una settimana le richieste del proprio relatore di un capitolo di tesi e di presentarsi all'ultimo esame preparata "per sentito dire", consegnando un compito che il professore potrà commentare solo con un "mi prendi per il culo?".
Sì, professore, la prendo per il culo, come questa prestigiosa istituzione sta facendo con me.
Almeno, da qui ad ottobre, avrò qualcosa da fare anzichè passare il tempo a rosicare e maledire quelle 5 persone... 
Anche se, a dire il vero, almeno un paio di virus gastroenterici a testa glieli auguro comunque!

lunedì 25 giugno 2012

Sono giorni in cui sta cambiando tutto. 
I piani, le scadenze, gli orizzonti.
Stanno cambiando i sentimenti e le attitudini.
Avevo detto "giammai!" e adesso che problema c'è? Ah, sì, va così? E vabbè, vuol dire che è giusto così, evidentemente è un'esperienza che devo fare.
Avevo detto "mai più!" e invece ci casco di nuovo, perchè al cuor non si comanda.
Avevo detto "un giorno quest'esperienza la userò per aiutare qualcuno a non farla" e invece scopro di non essermi ancora perdonata e dentro agli occhi di chi naviga in quelle acque, io non so come guardare.
Avevo detto un sacco di cose, ma come al solito, la vita sa come deve andare
E mi sconvolge un po'. 
Ed è una scommessa che non posso smettere di giocare. 

giovedì 21 giugno 2012

Lui&Lei

Lui manda il messaggino del buongiorno.
Lei sorride come un'idiota.


Chi è che non si doveva più far fregare?

lunedì 18 giugno 2012

Rapide evoluzioni

Questa storia si evolve in fretta. 
Siamo già alla violenza. 
Un occhio nero. 
Il suo. 
Gli ho dovuto tirare un'anta della doccia in faccia, sai mai che mi avesse presa per una tenera...

domenica 17 giugno 2012

The first date - post scriptum

Un primo appuntamento lungo quasi 24 ore.
Una rosa bianca, per essere onesto. Perchè una rosa rossa può voler dire due cose: "ti amo" oppure "me la dai?"; e la prima è prematura, la seconda è storia vecchia. 
Una passeggiata per Trastevere, una terrazza su Roma, "è bello, qui. è bello, tu. è bello, noi".
Un'ora scarsa di sonno.
Il cappuccino alle 10. 
Preparare il pranzo alle 13.
Renderci conto alle 19 che domani abbiamo un esame e sarebbe il caso di studiare.
Salutarsi con "ci sentiamo dopo".
Respirare il silenzio di casa mia, sentire la mia indipendenza che scalcia insieme a quello sfarfallio che manco ricordavo più. 
La cosa più giusta da fare, ancora non è chiara. I buoni principi vanno a quel paese insieme alle prese di posizione. C'è una sola cosa giusta da fare: vivere quello che viene. Chi vivrà, vedrà. Progetti e aspettative, paure e rimpianti, tutti insieme, si mettano da parte. Oggi è solo oggi. Domani è comunque una scommessa, che ci speri oppure no. 
La vita sa come deve andare.

sabato 16 giugno 2012

The first date

Oggi Primo Appuntamento
Eh sì, sarà pure una settimana che io e Il Guaio "studiamo" intensamente, ma ancora non siamo mai usciti insieme. Dunque stasera primo appuntamento. 
E vogliamo farci mancare i consulti telefonici con le amiche per la scelta del vestito? E il cambio manicure 4 volte alla ricerca della migliore? (che poi è sempre la prima che avevi fatto e col cassio che ti esce di nuovo) E le scarpe? Quali scarpe? E il trucco? Che trucco? E via discorrendo fino all'ora dell'appuntamento, che rigorosamente deve essere sforata di non meno di 20 minuti, perchè una donna deve farsi aspettare.
Che poi io sia una che tutti questi problemi se li pone quotidianamente anche per andare a fare la spesa e che soli 20 minuti di ritardo con me siano uno speranzoso miraggio, è un altro paio di maniche; oggi io ho il mio primo primo appuntamento dopo 3 anni e mezzo e intendo rispettarne tutti i crismi. E stasera neanche un bacetto, che al primo appuntamento non si fa! ;D

venerdì 15 giugno 2012

Il Guaio è un guaio perchè ci piace molto anche parlare. E se non mi fossi trovata a parlare con lui, forse non mi sarei decisa a porre fine a quella farsa di storia che andava avanti ormai da tanto tempo. Finchè fuori da quella storia ho cercato solo avventure orizzontali a dialogo ridotto, non mi sono presa la briga di scatenare l'uragano necessario a porre fine a tutto, troppo impegno per una cosa di cui non mi fregava più niente e nella quale facevo comunque quel che mi pareva. Io ero single e me l'ero conquistata a fatica quell'indipendenza emotiva, ormai avevo una serie di obiettivi per me stessa che avevano priorità superiore rispetto alla formalizzazione di una separazione ben chiara ed evidente a tutto il mondo, tranne che a lui. Me ne sarei occupata, prima o poi...
Poi arriva Il Guaio, che conosco da anni, ma con cui non avevo mai scambiato più di poche parole di circostanza. Ed iniziamo a parlare e parlare e parlare... Ed io quella sera stessa chiudo la storia, perchè capisco che, a prescindere dall'effettiva sintonia con Il Guaio, a me non interessa più solo la libertà di vedere il trombamico occasionale, a me interessa anche poter parlare liberamente con nuove persone, senza dovermi presentare come quella che vive nella doppiezza, quella che desidera una cosa, ma non ha il coraggio di portare a termine quella precedente.
E poi con Il Guaio si continua anche a parlare e funziona come funziona il non parlare... e questo è veramente un guaio!

mercoledì 13 giugno 2012

Il Guaio è un altro statistico. Un altro statistico che deve dare il mio stesso esame e mezzo. E quindi studiamo insieme. E da quando studiamo insieme, non s'è più toccato libro. E io fra un mese e pochi giorni dovrei discutere la tesi che non ho più toccato da quando studio con Il Guaio. 
Ecco, questo è un guaio.
Devo trovare una soluzione. Domani a studiare in biblioteca anzichè a casa mia. Sì, certo, come no... così ci arrestano! 
Riuscirà la nostra eroina a laurearsi in queste condizioni? Si accettano scommesse...

martedì 12 giugno 2012

Megalomania

Io ho sempre avuto la passione per le cose grandi, fin dalla più tenera età. 
Ora, io sono una "sardina" diversamente alta, che si estende per 154cm dal suolo alla sommità del capo.
Il Guaio è un giocatore di pallanuoto che si estende per 202cm dal suolo alla sommità del capo.
Forse stavolta ho davvero esagerato!

lunedì 11 giugno 2012

Che guaio!

Galeotto fu il libro...

domenica 10 giugno 2012

30 ore ed una stronza felice.

Le prime 30 ore.
Il telefono che suona continuamente, le chiamate che si accavallano. Sono gli amici che hanno ricevuto l'sms con una sola parola: single. E ti vogliono ricordare che single vuol dire solo soltanto per il vocabolario. Tu sola non ci sei per niente.
C'è l'amica che ti invita a pranzo con lei e i suoi bambini, i tuoi nipotini che ti adorano e ai quali non puoi negare il sorriso, anche perchè te lo strappano sin da quando entri in casa e ti saltano addosso. E questo ti ricorda quanto amore tu sappia dare e conquistare.
Poi c'è quella che ti ordina di passare la notte a casa sua, dopo la cena delle Reduci. Una cena che comincia con un pacchetto di fazzoletti gentilmente offerto, prosegue con pizze, birre e sigarette e finisce alle 2 del mattino ridendo a crepapelle di questo genere maschile che, se non fosse per quell'attrezzo così interessante che a noi manca, si potrebbe pure estinguere e non ci mancherebbe. Perchè le Reduci hanno una cosa in comune: hanno tutte scelto di chiudere una storia che poteva essere per la vita, ma che non bastava per renderla la vita che volevano. E nessuna tornerebbe indietro.
Dopo una notte sul divano, sei pronta per farlo: spegni quel telefono, il secondo numero solo per Lui. Che quando ti ha chiamata il giorno prima per dirti quanto stesse male ed accusarti di non stare abbastanza male, decisamente hai pensato fosse troppo. Perchè tu è la prima volta che lasci, prima sei sempre stata lasciata ed hai avuto molta più dignità. E a te lasciavano dicendo "sono uno stronzo e non voglio farti soffrire", che lascia un certo margine per le suppliche, non dicendo "non ti amo più, non ti stimo più, non mi fido più", che direi che lascia il margine giusto per andarsene a fanculo con le proprie gambe prima di esserci spediti a calci.
Rientrando a casa, dopo una viziosa colazione al bar con le amiche, passi in profumeria e spendi in cosmetici quello che Lui ti avrebbe fatto spendere questo mese in ristoranti, che a te non sono mai nemmeno interessati granchè.
A casa metti su un paio di lavatrici, fai una bella doccia, butti via il suo spazzolino e ti ricordi che non gli hai richiesto indietro le chiavi. Promemoria per domani: informarsi su costo per cambio serratura. Se eccessivo, sticazzi, tanto è molto poco probabile che Lui riprovi ad usare quelle chiavi, se non le vuole ingoiare...
Ed eccoti qui, 30 ore dopo quel "ciao" con un piatto di ciliegie vicino, una Vogue superslim accesa, l'idea di preparare un caffè e la tranquillità per rimetterti a studiare  da dove hai lasciato due giorni fa. E sei felice, senza se e senza ma. Prima eri felice "tranne quando", ora sei felice e basta. La tua vita è piena così, quell'amore a modo suo non aggiungeva niente alla tua vita, anzi ormai le toglieva solo qualche cosa. E' giusto che ci sia stato ed ora è giusto che sia finito. Come Lui se ne farà una ragione, non è affar tuo. Pazienza se penserà che sei una stronza, vorrà dire che sarai una stronza felice.

sabato 9 giugno 2012

3 anni, 4 mesi e 23 giorni. 
E poi trovare il coraggio di fare il salto ed abbandonare il porto sicuro della relazione stabile, una relazione ormai spenta, disillusa, tradita. 
Trovare il coraggio di stare da soli, perchè tanto era da soli che si stava camminando. 
Trovare il coraggio di vivere l'incognita del non avere nessuno su cui ripiegare.
Trovare il coraggio di affrontare le prime ore, quelle con l'ansia che sale e poi riscende e poi risale.
Trovare il coraggio di piangere e di ammettere con te stessa che non stai piangendo per lui, ma per te. Per te che hai amato con tutta te stessa. Per te che sei stata delusa quando, nel momento di difficoltà, lui non c'era. Per te che ti sei rialzata da sola. Per te che sei tornata da sola a sorridere alla vita. Per te che adesso puoi sorridere al mondo senza essere "colpevole". Per te che colpevole non ti ci sentivi lo stesso perchè per tanto tempo avevi smesso di sorridere e basta. 
Ora piangi per te, che hai trovato il coraggio di tagliare una parte di te; una parte incancrenita, ma comunque una parte di te. 
Ora smetti di piangere perchè sai di avere fatto la cosa più giusta per tutti, sia per te che per lui. 
Ora smetti di piangere perchè anche questa era uno dei passi da percorrere sulla strada che ti porta alla vita che vuoi.
Poi magari fra un po' ripiangerai e smetterai di nuovo, perchè oggi è giusto così e domani andrà meglio. Perchè 3 anni, 4 mesi e 23 giorni non si cancellano con un colpo di spugna. Sono stati importanti, anche se sono finiti. Ti hanno insegnato tante cose su di te, ti hanno aperto gli occhi sui tuoi desideri e sulle tue potenzialità. Questo resterà di questi anni, la consapevolezza di te stessa, che senza questi 3 anni, 4 mesi e 23 giorni, forse, non avresti maturato. 
Ora sei libera di essere quella in cui ti sei evoluta in questi anni e che non poteva vivere in quella relazione nata fra persone diverse da quelle di oggi.
Ora, semplicemente, è un altra vita. E tu la vivrai, perchè non desideri niente di più di questo: vivere, con il sorriso sulle labbra. Anche se per farlo bisogna fare un salto nel vuoto.

giovedì 7 giugno 2012

Una seconda chance

Con te avevo chiuso diversi mesi fa. Mi avevi delusa troppo. Da te mi aspettavo grandi cose, e invece... Volevo svegliarmi con te ogni mattina, perchè mi piace svegliarmi così come pensavo mi avresti svegliata tu e invece... Per un po' mi hai illusa, poi, una mattina, l'hai fatto... e l'hai rifatto anche la mattina dopo. Ed io ero così incredula e arrabbiata con te che ho deciso di tagliare. Fino a ieri sera. Ieri sera ho voluto darti una seconda chance...
E tu, brutta zoccola d'una radiosveglia, mi hai di nuovo sparato Gigi d'Alessio a tutto volume alle 6 del mattino! 
Queste sono cose che non si possono accettare nè dimenticare. 
Tra noi è finita. Torno all'insignificante bip bip del mio omino rampicante, lui non mi tradirà mai. 

mercoledì 6 giugno 2012

Come i bambini

I bambini si fidanzano, ma non se lo dicono.
Gli adulti si lasciano, ma non se lo dicono.

Io sono profondamente e felicemente single da mesi.
Forse dovrei dirlo anche a Lui.

martedì 5 giugno 2012

Proattività e Seghe Mentali

Proattività. E' la parola del momento.
Qualsiasi lavoro tu voglia fare, se non sei proattivo, puoi pure scordartelo. (E se anche lo sei, puoi scordartelo lo stesso, tanto c'è la crisi.)
Sarà perchè è la prima volta che cerco un lavoro serio, ma io di questa parola proattività non conoscevo proprio il significato. E così ho cercato sul web... e lì c'è tutto ed il contrario di tutto, ad eccezione di una definizione chiara ed univoca di cosa sia la proattività
A questo punto, inizia a farsi strada in me l'idea germogliata sin dall'inizio: che si tratti di una stronzata? Mmm.... probabile, ma siccome io devo trovare un lavoro e per trovare un lavoro devo essere proattiva, non posso fermarmi alla mia prima intuizione, sebbene quasi convinta della sua veridicità.
E così, lette le varie opinioni a riguardo, elaboro l'ipotesi alternativa (resto pur sempre uno statistico, ndr).
Sintetizzando il milioncino di pseudodefinizioni trovate, mi par di capire che questa proattività si riassuma nell'attitudine ad anticipare i problemi e risolverli prima che si verifichino, a capire le necessità future e soddisfarle prima che chiunque altro si sia reso conto che sono neccessarie, a non arrendersi se dopo ripetuti tentativi il risultato sperato non arriva, ma continuare a provare e riprovare e riprovare ancora.
Ooohhh, adesso ho capito! Una volta esisteva un termine tecnico di molto più rapida comprensione: Seghe Mentali. Ho passato una vita a sentirmi dire "e basta con 'ste Seghe Mentali, rilassati!", mentre io stavo lì a disperarmi per i problemi che ancora non avevo, ma che sapevo che avrei avuto, e a sentire necessità che i miei coetanei ancora, a distanza di anni, continuano a non sentire o ad incapponirmi per far venire le cose in un modo piuttosto che in un altro molto più semplice ed altrettanto soddisfaciente.
E adesso posso rispondere a tutti: "visto? Non erano Seghe Mentali, era atteggiamento proattivo!"
Peccato che tutte le aziende vogliano giovani proattivi, proprio adesso che avevo deciso di abbracciare quella filosofia di vita soft che nella mia città d'adozione riassumono in "Scialla!"
Ma del resto, sto cercando un lavoro 2 mesi prima di averne realmente bisogno, forse un po' proattiva ci sono pure io... o mi sto facendo le solite Seghe Mentali?

domenica 3 giugno 2012

Tornare a scrivere

Il mio primo blog nacque quasi 6 anni fa, per dar voce a quello che non poteva essere detto a voce alta. Mi accompagnò per diverso tempo, quel tempo in cui la mia vita dipendeva da dei numeri, numeri che la mia vita se la stavano mangiando, consumandola fino all'osso. Mi accompagnò ancora quando da quei numeri iniziai la fuga, poi però ci fu un imprevisto, un lettore di troppo, e le parole che avevo scritto per mia memoria e per monito a chiunque stesse per farsi fregare da quei numeri, in un attimo vennero cancellate. Non smetterò mai di mangiarmi le mani per questo, anche se oggi ancora non sarei in grado di rileggerle, se pure le avessi a disposizione.
Venne poi il secondo blog, ma non fu mai la stessa cosa, perchè io non ero più la stessa persona. Avevo perso la capacità di parlare, anche solo con me stessa. Soprattutto con me stessa. 
Sono stata in silenzio per molto tempo, incapace di fare altrimenti.
Oggi non sono la stessa di 6 anni fa, nè la stessa del secondo blog. Oggi non sono la stessa di ieri, nè la stessa di domani, ma ho ritrovato la voglia di parlare, non necessariamente con qualcuno. Ho ritrovato la voglia e il coraggio di parlare con me stessa e sento spesso l'esigenza di farlo per iscritto, perchè oggi la mia vita è in piena rivoluzione e domani voglio potermi ricordare le sensazioni di oggi. 
Non so come sarò domani, oggi sono felice ed è bene che ne prenda nota per ricordarmelo domani, chiunque io sia domani.