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mercoledì 22 agosto 2012

Razionalizzando

Prendo atto dei fatti degli ultimi giorni, guardo quello che ho in mano adesso, pianifico cosa devo fare.
Ho fatto il biglietto senza comunicarlo a nessuno e attendo lo scorrere di questo , che può sembrare un po' da paranoici, ma dà una certa soddisfazione, lo devo ammettere.
Nei prossimi giorni mi rimetterò a studiare, che avrei pur sempre una laurea fra due mesi, io...
Per oggi, però, mi dedico al riordinamento delle foto della "vacanza" con Il Guaio, che per noi è stata comunque una parentesi importante e costruttiva, da ricordare con gioia, nonostante tutto. 
E mentre medito su come far pagare a chi di dovere il "nonostante tutto", vi lascio un saluto "di persona", che magari latiterò ancora un po' (o magari no), ma ricordatevi che Aidi vi guarda...

martedì 21 agosto 2012

Nera.

Incazzata nera.
Perchè Lui è ripartito ed io sono rimasta qua.
Perchè Loro sono riusciti tutti a stupirmi: da chi mi aspettavo il peggio ho visto il meglio e da chi mi aspettavo il meglio ho visto peggio di quanto potessi immaginare.
Perchè non posso insegnare l'educazione a mia madre, nè prenderla a schiaffi in bocca quando si comporta come una bambina capricciosa.
Perchè qui ormai non c'è più niente di giusto, di sano.
Perchè questa non assomiglia nemmeno lontanamente a casa mia nè ad un posto in cui vorrei stare.
Perchè io adesso faccio il biglietto per il ritorno e l'1 settembre sarò nella mia città, nella mia vita ed anzichè salutare con la lacrimuccia all'aeroporto avrò solo voglia di urlare un enorme vaffanculo. E questo, quando il destinatario è la tua famiglia, non è per niente una buona cosa. 

domenica 12 agosto 2012

Domani

Ho comprato una rosa bianca e fuxia con cui accoglierlo all'aeroporto.
Ho preparato una torta con sopra un'altra rosa, rossa stavolta, da fargli trovare a sorpresa nel frigo del suo alloggio.
Ho ritagliato i capelli, per essere perfetta.
Ho scelto il vestito, lavato e stirato.
E domani arriva: Il Guaio sarà qui. Qui dove io non voglio stare. Qui dove io sono nata e cresciuta. Qui dove mi sono ammalata. Qui da dove sono fuggita. Qui dove tornare ogni volta è diverso. Qui dove comunque il mio cuore mi imporrebbe di tornare. Qui dove ci sono tutti loro. E speriamo che si piacciano, lui e loro. Avrei aspettato a farli conoscere, ma questo mese dovevo stare qui e non era pensabile che ci stessi da sola per tutto il tempo. Non sarebbe stato giusto nè per me nè per quella cosa che sta prendendo forma e che si chiama noi.
Insomma, da domani si balla... per non sbagliare, io incrocio le dita, che i prossimi 8 giorni potrebbero essere una meraviglia così come un autentico disastro. 

giovedì 9 agosto 2012

Il bicchiere mezzo pieno - 1

Ho deciso di guardare il bicchiere mezzo pieno e cercare i lati positivi di un mese di esilio vacanza in Sardegna:
N° 1: il mio pranzo stamattina nuotava in mare aperto.

mercoledì 8 agosto 2012

Mancanza in vacanza

Nella rabbia generale di questo esilio forzato, sperimento una nuova sensazione: la mancanza. La Sua mancanza. 
Non mi andava di partire e certamente non ero felice di separarmi da lui, come da tutto il resto della mia vita, ma non pensavo avrei provato questo. Pensavo che sarei stata capace di razionalizzare il fatto che sono solo 2 settimane senza, una con e poi altri 10 giorni senza, e invece non riesco a farmi passare le giornate. E nelle giornate che non passano, mi mancano le carezze, i sorrisi, gli sguardi, il fare la spesa e il preparare la colazione... e non mi posso distrarre, perchè è una mancanza che sento addosso, è una sensazione fisica sempre presente, anche se faccio mille cose insieme per tenermi impegnata.
E' qualcosa che non mi aspettavo. Sapevo mi sarebbe mancato, ma non sapevo che qualcuno potesse mancare in questo modo...
Quando gli ho dato il permesso di radicarsi così in fondo?

domenica 5 agosto 2012

Casa...

Io sono là dove molti pagherebbero per essere.
Io sono là dove molti pagano per essere (ed io li ringrazio, perchè pagano me).
Io sono su un'isola con un mare meraviglioso, in una casa a 500 metri da una spiaggia di sabbia finissima.
Io sono nel posto sbagliato. Non ho scelto di venirci, non ho scelta, devo e basta. E le altre volte, in un modo o nell'altro, riuscivo a farmela passare. Ma stavolta no, non mi passa. Le giornate sono infinite ed io sono sempre più incazzata. Esco, vado al mare, passeggio per la città, vedo vecchie amiche, ma nulla di tutto ciò basta a togliermi il pensiero che io non ho scelto tutto questo e non me ne fotte assolutamente nulla del sole e del mare e della città. Macino chilometri, guardandomi intorno, cercando il mio posto, ma il mio posto qui non c'è. 
Io voglio solo la mia vita, quella che ho messo su con tanto impegno, di cui vado fiera e nella quale mi sento felice. 
Io voglio la mia casa, dove nessuno urla e dove se c'è un conflitto lo si risolve, non come qui, dove è stata richiesta la mia presenza per fare da spettatrice a liti nelle quali non posso intervenire, dove semplicemente mi devono far vedere come i problemi di sempre sono diventati ormai una guerra quotidiana.
Io non ci sto. Io mi sono tirata fuori 5 anni fa. Io adesso voglio tornare a casa mia, fine delle trasmissioni.

martedì 31 luglio 2012

Giungo sull'isola dei noiosi ieri, verrò raggiunta dal Guaio fra due settimane. E a tal proposito, mi ritrovo con le sottili insinuazioni della mia famiglia che finge di non sapere tutto l'antefatto della chiusura della mia precedente relazione e focalizza l'attenzione sullo ristretto intervallo di tempo intercorso tra quella e l'inizio della nuova.
In sostanza, i miei mi danno della zoccola.
Amen.
Poi scopro perchè i miei abbiano ancora così vivo il ricordo dell'ex: l'idiota si è permesso di telefonargli. Così, giusto per fare quattro chiacchiere.
E può solo ringraziare che io l'abbia scoperto oggi, a 500km di distanza. Ma anche se non posso procurargli del dolore fisico, medito la mia vendetta... Suggerimenti? Come ricordare ad un coglione che è fuori dalla mia vita per sua colpa e che non deve permettersi di rientrarci nemmeno con un'unghia?