0 punti.
Il mio impegno, la fatica, l'ansia, le rinunce... Tutto questo è valso 0 punti.
0 punti per una tesi che è piaciuta a tutti quelli che l'hanno sentita, che mi è valsa un applauso che non finiva più.
0 punti assegnati da una commissione che si stava facendo i cazzi suoi, chi con un libro in mano, chi con il cellulare. Qualcuno nemmeno s'era pettinato, pareva uscito dal letto in quel momento.
0 punti dopo aver discusso la tesi seriamente davanti al mio relatore che mi rideva in faccia, indicandomi e facendo battutine all'unico commissario che cercava di ascoltare.
Ero lì con un buon lavoro, un bel vestito ed una buona presentazione. Avrei potuto essere lì con un libro di barzellette, la tuta e cantare la canzone dei puffi, tanto meno di 0 punti non si possono dare.
Il mio lavoro è stato giudicato carta straccia. Ed è stato giudicato senza nemmeno essere ascoltato. Avevo diritto a 10 minuti di attenzione, attenzione che a loro viene profumatamente pagata. Ma loro non ne avevano voglia, semplicemente. Dopo aver sentito "Gesù testimonial" poi, anche l'ultimo ha smesso di ascoltarmi. Il marketing religioso ha dato fastidio, soprattutto perchè perfettamente coerente, una teoria inattaccabile. Ma se davvero quella tesi valeva 0, se davvero questo marketing religioso non si poteva sentire, perchè nessuno mi ha interrotta? Perchè non mi è stata fatta nessuna domanda? Perchè nessuno era disposto a concentrarsi davvero sul ragionamento, il titolo non gli è piaciuto, il mio relatore mi prendeva per il culo visto che avevamo discusso pochi giorni prima e tanto è bastato. Nessuno si è davvero impegnato a giudicarmi, così come il tizio prima di me. Ci avevamo messo 20 giorni a scrivere le nostre tesi, non potevano essere dei buoni lavori, punto e basta. Valutare se davvero non lo fossero sarebbe stato troppo impegnativo. Il fatto di avere la responsabilità di firmare il nostro biglietto da visita non li ha minimamente sfiorati, loro non ne avevano voglia.
E così io mi porterò dietro a vita sul curriculum un voto del cazzo e questa laurea che doveva rappresentare un traguardo raggiunto, la sento solo come qualcosa che mi è passato sopra e per il quale non posso fare più niente. Nulla è stato come me l'aspettavo e non c'è un'altra occasione per riviverlo.
Mi chiedo se ho subito un torto o se ho sbagliato io, ma in fondo entrambe le domande sono inutili, tanto ormai non posso farci più nulla. La soddisfazione non è arrivata e non arriverà più da questo. Bisogna guardare avanti e basta, ma la rabbia per quello che c'è indietro resta e ci metterò un po' a digerirla.
Adesso cercherò un lavoro, non continuerò gli studi. Lo pensavo già prima ed ora ne sono ancora più convinta, perchè ritengo che a me quella massa di idioti non abbiano nulla da insegnare e non intendo rimettermi ancora al loro giudizio. Io valgo ben più di questo voto di laurea che non mi rappresenta e ciò che io faccio, su cui mi impegno sempre con tutta me stessa, non vale mai 0 punti.