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sabato 1 dicembre 2012

Parità

La parità dei sessi è regalare fiori e cioccolatini al proprio uomo. Così, ad minchiam.
E godersi la sua faccia terrorizzata mentre pensa: "oh cazzo, cosa mi sono dimenticato???"

lunedì 26 novembre 2012

Aidi non si tocca*

Che ultimamente lo devo ribadire spesso, che io non amo il contatto fisico.
Che io saluto con le parole.
Che non son tipa da baci e abbracci.
Che non per questo sono stronza. E nemmeno fredda.
Che se sei un perfetto sconosciuto, puzzi e porti sempre la stessa camicia orrenda no, non puoi comparirmi alle spalle e accarezzarmi i capelli.
Che non c'è niente di strano se quando lo fai provo a staccarti una mano e non riuscendoci ti mando a fanculo.
Che Aidi non si tocca, fine della storia.


*mi scuso con chi dal titolo si aspettava un post sull'autoerotismo della sottoscritta. Ad un'altra puntata, magari.

giovedì 22 novembre 2012

La pergamena

Oggi ho ritirato la pergamena di laurea, stranamente pronta dopo solo 30 giorni. 
30 giorni... solo?! Solo 30 giorni, eppure io oggi dentro la facoltà mi perdevo, dovevo soffermarmi a pensare se dovessi andare a destra o a sinistra.
Solo 30 giorni e mi son già scordata la password dell'account del laboratorio informatico.
Solo 30 giorni e già tutto quel mondo mi è così estraneo. Solo 30 giorni e già di tutte le angosce, le paure, le delusioni, la rabbia, i rimpianti... con tutto questo, io sono già in pace.
E poi c'è la Minerva, l'enorme statua al centro della città universitaria, quella da non guardare negli occhi se no porta sfortuna, con il suo sguardo severo e le braccia in alto a reggere lo scudo e la lancia, forte e minacciosa. La Minerva è stampata anche sulla pergamena, ma il suo sguardo non è severo, è smarrito, e le braccia in alto non sono forti e minacciose, sono mani alzate in segno di resa. La Minerva non fa più paura. L'università non fa più paura. Il fallimento che tutti mi avevano annunciato non fa più paura. Il fallimento non c'è stato. Io ce l'ho fatta. E continuerò a farcela, senza rimpianti, perchè anche gli errori me li sono perdonati, perchè gli errori non erano errori, erano solo realizzazioni di variabili aleatorie per le quali le stime erano state imprecise. 
La soddisfazione, alla fine, è arrivata. Ci ha messo 30 giorni, però è arrivata.

giovedì 15 novembre 2012

Fortunata

Sono uscita di casa stamattina alle 7:40, in ritardo, lasciando lui che dormiva e la casa in uno stato pietoso.
Sono tornata alle 20:30 ed ho trovato il letto rifatto, la casa in ordine, la lista della spesa scritta, le pattumiere di tutte le stanze svuotate e il pigiama a scaldare sul termosifone.
Come si fa a non amare quest'enorme Guaio?!


venerdì 9 novembre 2012

Il secondo giorno

Due sveglie su tre si sono rifiutate di suonare. La terza è agli ultrasuoni.
Le patate lesse col tonno al naturale non sono un granchè da mangiare fredde per pranzo. Specie se dimentichi olio e sale.
Il calcolo del tfr e della malattia è peggio del pranzo di cui sopra.
Ed infine, il mio volo in discesa dall'autobus probabilmente rientrerà nelle leggende narrate a Roma nei secoli dei secoli.
Oserei dire che è stata una giornata di merda.
Per fortuna è venerdì, domani mi riposo. Ah, no, domani, per qualche causa che mi sfugge, ho 10 persone a cena. 
La prossima settimana migliora, vero?

giovedì 8 novembre 2012

Il primo giorno

Una giornata che inizia alle 6:00 con il mio lato camionista che, spengnendo le sveglie, esclama "porca puttana, fa un freddo boia!", che prosegue con 8 ore di lezione sulla compilazione delle buste paga con un'insegnante più noiosa dell'argomento di cui sta parlando e che finisce con due ore e mezza sugli autobus e il prezzo delle lenti a contatto aumentato del 17,45%, non può che produrre come risultato uno smisurato odio verso il mondo.
E questo era solo il primo giorno.

lunedì 5 novembre 2012

Questioni di culo.

E poi un lunedì mattina, mentre sei in Sardegna e cerchi di digerire i pranzi di famiglia del weekend ed il weekend di pranzi di famiglia, squilla il telefono.
E così, appena torni a Roma, c'è per te un posto riservato in un corso gratuito di contabilità e amministrazione del personale, materie delle quali non sai nulla e fino a ieri rosicavi per tutte le offerte di lavoro alle quali non potevi rispondere proprio per questo.
Più di 400 domande per 15 posti disponibili. E uno di quei posti è mio. Questo si chiama culo. Il famoso culo sardo. Alla faccia di quelli che volevano farmi perdere altri due mesi all'università. Fottetevi, prego.