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venerdì 18 gennaio 2013

Tempo libero e punti di vista

Oggi ho deciso di guardare le cose da un altro punto di vista, che non so se reggerà fino a domani, ma magari per oggi funziona. Quindi per oggi ho deciso di non vedermi come inoccupata, ma come persona con molto tempo libero da dedicare a sè stessa. Perchè poi quando uno ha da fare si lamenta sempre di non avere tempo per prendersi cura di sè, dunque pare logico che chi non ha una mazza da fare ne abbia invece molto, no? Vediamola così, come un qualcosa che mi permetterà di migliorarmi, anche se giuro che non inizierò con meditazioni, karma, vegeterianesimo e boiate del genere. 
Si diceva, tempo per me. In questo tempo, complice l'aiuto del Guaio che prende e sposta mobili indipendentemente dalla mia volontà, ho iniziato a rimettere a posto casa. L'idea di partenza era di renderla migliore, più confortevole, di tornare a sentirla casa. L'idea di arrivo è che non è possibile, ma almeno ci abbiamo provato. E tanto fra un po' me ne dovrò andare, comunque vadano le cose.
Riordinando riordinando, mi son venute in mano un sacco di cose che m'hanno messo tristezza e parecchie altre che mi hanno fatto incazzare. Mi son venute in mano le mie debolezze, i miei errori, le cose che ho dimenticato, le persone che ho perso per strada. Inizialmente l'ho presa male, tutto questo bagaglio di emozioni irrisolte mi pesava troppo, poi sono arrivata alla fondamentale conclusione che ciò che ho dimenticato, evidentemente, non era importante, mentre le persone perse, obiettivamente, non mi mancano affatto. Quanto ad errori e debolezze, succede ad essere umana e gli unici errori che rimpiango davvero sono quelli che non mi sono nemmeno divertita a compiere. 
Ho lasciato accumulare tanta roba nei cassetti perchè pensavo di non saperla affrontare e invece poi ho buttato nella spazzatura con la stessa disinvoltura sia gli scontrini della carta di credito che la fede d'argento indossata per 3 anni e mezzo. Anzi, per quella ho preso bene la mira a ci ho messo un certo slancio, a dire il vero. Peccato non poter fare lo stesso col portatore del nome inciso al suo interno... Perchè a me che sia ancora vivo dà proprio fastidio, perchè ne ho avuto pena e non ci ho messo la dovuta cattivera, nel mandarlo a fanculo.
Comunque, ora che è ripulita, casa non è proprio una vera casa, però sento meno l'esigenza di fuggirne, quindi qualcosa di buono per me stessa potrei effettivamente averlo fatto. Potrei proseguire stirando i panni che ho accumulato da prima di Natale, ma dopo potrei sentirmi troppo virtuosa ed immedesimarmi troppo nel mio ruolo di casalinga, dal quale invece devo assolutamente uscire. Credo che oggi resterò qui, a cercare qualche altra cosa da buttare, perchè distruggere mi diverte, soprattutto quando mi fa render conto di quante cose e persone non mi servano più. E poi si creano spazi vuoti e questi danno idee per poterli riempire e magari riesco davvero ad inventarmi qualcosa per potercela fare. Oppure no, ma sempre meglio che passare il tempo a farsi venire la gastrite.

martedì 15 gennaio 2013

Inoccupazione

22:33.
In pigiama.
Da ieri.
Devo trovare un lavoro.
Questa vita da casalinga non mi si addice.
Mi si spezzano le unghie.
E mi si girano le balle.
L'inoccupazione non fa per me.

mercoledì 9 gennaio 2013

Giramenti

Oggi mi girano.
Qualsiasi cosa possa girare, oggi mi gira. Compresa la testa, maledetta cervicale.
Perchè il tempo passa e le cose non girano.
Perchè mi sto ammalando di qualsiasi cosa giri al momento.
Perchè campo di pasta in bianco e succhi di frutta.
Perchè mi si è spezzata un'unghia e non taglierò le altre nove.
Perchè Il Guaio alle volte mi fa proprio incazzare.
Perchè gli riesce bene come tutto il resto.
Perchè questa casa fa schifo.
Perchè non ho la forza di metterla a posto.
Perchè ormai la detesto.
Perchè ormai li detesto.
Perchè domani dove starò?
Perchè sono ancora in accappatoio.
Perchè dovrei andare a fare qualcosa.
Perchè non so cosa.
Perchè non posso stare ferma.
Perchè oggi mi girano.
Punto.

venerdì 4 gennaio 2013

Un compleanno

Oggi é il compleanno di una me. Non di quella anagrafica, che vedrà ad ottobre il suo primo quarto di secolo, bensì della me adultera, che vide la luce per la prima volta esattamente un anno fa.
Una me di cui non dovrei andare fiera e a cui invece devo tanto. Una me che non credevo esistesse e che invece poi m'é pure piaciuta. Una me di cui credevo non avrei più potuto fare a meno e che invece ora riposa beata in nome di qualcosa che ancora profuma. Questa me io la ringrazio perché, trovando il coraggio di essere sbagliata e traditrice, ha fatto capire a tutte le altre me che la storia che le soffocava era già morta e tradita da tempo. E non importa se la morale comune vede questa me come una riprovevole vergogna, io sarò sempre grata alla me che mi ha svegliata, ricordandomi che c'é sempre un'altra scelta, che da tutto si può uscire, che la vita può cambiare.

mercoledì 2 gennaio 2013

Welcome 2013

Carissimo 2013,
sei arrivato da poco e forse dovrei darti qualche giorno per ambientarti, tipo fino all'Epifania che tutte le feste si porta via, ma il brindisi s'è fatto, le lenticchie si son mangiate, ora è il momento di spiegarti un po' di cose. Ti dico subito che il tuo predecessore è stato il mio anno migliore, quello in cui tante cose ho concluso e tante cose ho imparato. Come il rispetto e l'onestà verso me stessa, per dirne un paio. E' stato un anno pieno, ricco, vissuto. E' stato un anno di grandi difficoltà e di grandi delusioni, ma anche di soddisfazioni e sorprese. E' stato il mio anno, punto. 
Ora però ci sei tu, che non hai percorsi tracciati dagli anni precedenti, non hai progetti a metà da finire di realizzare, no. Ora ci sei tu, che sei carta bianca. Mi trovi così: 24 anni, una laurea, nessun lavoro. Ed anche un affitto da pagare e nessuna intenzione di tornare alla casa materna ed alla terra natia. Mi trovi come tanti, troppi in un'Italia che va avanti con la forza della disperazione, perchè non abbiamo speranze, non abbiamo prospettive, ma non possiamo mollare. 
Io te lo dico chiaramente: non ti permetterò di essere l'anno della sconfitta. E' un paradosso, ma a questo punto ci sono arrivata dopo anni di fatica e sacrifici e non ti permetterò di essere l'anno in cui tutto questo lo butto nel cesso. 
Io ti accolgo così, giovane ed incazzata, perchè in mano non ho niente, ma rischio di perdere tutto. Ti accolgo con una fottutissima paura che ad ondate mi sommerge, mi toglie il fiato, mi manda in tilt. Ti accolgo con la voglia di piangere e urlare che reprimo, perchè se iniziassi non smetterei. Ti accolgo trasformando tutto questo in rabbia e la rabbia in energia. E se proprio sarai l'anno in cui perderò tutto, non sarai di certo l'anno in cui mi resteranno dei rimpianti. Perchè la mia rabbia la userò tutta, fino all'ultima goccia, per fare il possibile, l'impossibile ed anche qualcosa in più.
Ti conviene stare dalla mia parte, caro 2013, e magari portarmi un po' di fortuna. Perchè, sappilo, con o senza fortuna, non ti permetterò di essere l'anno in cui piegherò la testa.

venerdì 28 dicembre 2012

Riordinare

Una donna che cerca di chiarirsi le idee e di trovare un nuovo equilibrio parte sempre dallo stesso punto: il parrucchiere. E sperimenta. 
La sottoscritta oggi ha deciso di sperimentare quanto ancora si possa accorciare la sua capigliatura prima di raderla a zero. O prima di sembrare uno scopino da cesso. Il grado di oggi è più corto del precedente, ma lo scopino è ancora lontano.
E poi, visto che in questo periodo Aidi non è nè carne nè pesce, ci voleva un colore che fosse altrettanto: al confine tra rosso e viola, che io ho detto "facciamo questo viola" e la parrucchiera ha detto "d'accordo, vada per questo rosso".
Se gli uomini imparassero a decifrare cosa una donna fa dal parrucchiere, metà dei loro problemi con l'universo femminile sarebbero risolti. L'altra metà si decifra dal colore del rossetto e da quello dello smalto, ma continuiamo ancora a fargli credere di essere complicate e incomprensibili, se no poi che gusto c'è?

giovedì 27 dicembre 2012

Disordine

C'è disordine in questa stanza, non si capisce più nulla. E' che le mie cose qui non hanno un posto, questa non è casa mia. 
C'è disordine anche a casa mia, ora che non la sento più mia.
C'è disordine per strada ed al supermercato. C'è disordine al parco, dove vado a passeggiare. C'è disordine in spiaggia, dove mi vado a ricercare.
C'è che il disordine lo creo io col mio non avere più un posto. Io che non sono più ciò che ero prima, io che non so cosa sarò dopo. Io che non so quando sarà dopo e che mi chiedo cosa sono nel frattempo. E' uno dei tanti momenti di transizione tipici del mio essere variabile aleatoria, ma ciò che cambia stavolta non sono solo io, ciò che cambia è tutto ciò che mi circonda ed appartiene, senza esclusione. E' il momento che aspettavo, ma c'è più disordine di quanto immaginassi. So che prima o poi diventerà creativo e darà il via a qualcosa che sarà soddisfazione, ma adesso... adesso che cos'è? Adesso sono cose fuori posto, pensieri fuori posto, paure fuori posto. Adesso sono posti che ancora non ci sono. Adesso sono io che ancora non ci sono e che, in cerca del mio posto, sbatto e inciampo qua e là. Adesso è la sensazione di esser sempre quella sbagliata, nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Adesso è il non volermi arrendere all'ansia che sale e che scompiglia ancor di più. Adesso è non voler rifare vecchi errori eppure ricaderci, ché due dita in gola non rimettono ordine, ma stordiscono la paura, prima di farne ancora di più.
Adesso lo immaginavo diverso. Adesso mi immaginavo diversa. Nulla è mai come te lo aspetti. Forse il disordine è un passaggio necessario per trovare un nuovo ordine. O forse sono tutte stronzate ed io un ordine non ce l'ho. O forse sono solo forse, disordine e basta.