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sabato 16 giugno 2012

The first date

Oggi Primo Appuntamento
Eh sì, sarà pure una settimana che io e Il Guaio "studiamo" intensamente, ma ancora non siamo mai usciti insieme. Dunque stasera primo appuntamento. 
E vogliamo farci mancare i consulti telefonici con le amiche per la scelta del vestito? E il cambio manicure 4 volte alla ricerca della migliore? (che poi è sempre la prima che avevi fatto e col cassio che ti esce di nuovo) E le scarpe? Quali scarpe? E il trucco? Che trucco? E via discorrendo fino all'ora dell'appuntamento, che rigorosamente deve essere sforata di non meno di 20 minuti, perchè una donna deve farsi aspettare.
Che poi io sia una che tutti questi problemi se li pone quotidianamente anche per andare a fare la spesa e che soli 20 minuti di ritardo con me siano uno speranzoso miraggio, è un altro paio di maniche; oggi io ho il mio primo primo appuntamento dopo 3 anni e mezzo e intendo rispettarne tutti i crismi. E stasera neanche un bacetto, che al primo appuntamento non si fa! ;D

venerdì 15 giugno 2012

Il Guaio è un guaio perchè ci piace molto anche parlare. E se non mi fossi trovata a parlare con lui, forse non mi sarei decisa a porre fine a quella farsa di storia che andava avanti ormai da tanto tempo. Finchè fuori da quella storia ho cercato solo avventure orizzontali a dialogo ridotto, non mi sono presa la briga di scatenare l'uragano necessario a porre fine a tutto, troppo impegno per una cosa di cui non mi fregava più niente e nella quale facevo comunque quel che mi pareva. Io ero single e me l'ero conquistata a fatica quell'indipendenza emotiva, ormai avevo una serie di obiettivi per me stessa che avevano priorità superiore rispetto alla formalizzazione di una separazione ben chiara ed evidente a tutto il mondo, tranne che a lui. Me ne sarei occupata, prima o poi...
Poi arriva Il Guaio, che conosco da anni, ma con cui non avevo mai scambiato più di poche parole di circostanza. Ed iniziamo a parlare e parlare e parlare... Ed io quella sera stessa chiudo la storia, perchè capisco che, a prescindere dall'effettiva sintonia con Il Guaio, a me non interessa più solo la libertà di vedere il trombamico occasionale, a me interessa anche poter parlare liberamente con nuove persone, senza dovermi presentare come quella che vive nella doppiezza, quella che desidera una cosa, ma non ha il coraggio di portare a termine quella precedente.
E poi con Il Guaio si continua anche a parlare e funziona come funziona il non parlare... e questo è veramente un guaio!

mercoledì 13 giugno 2012

Il Guaio è un altro statistico. Un altro statistico che deve dare il mio stesso esame e mezzo. E quindi studiamo insieme. E da quando studiamo insieme, non s'è più toccato libro. E io fra un mese e pochi giorni dovrei discutere la tesi che non ho più toccato da quando studio con Il Guaio. 
Ecco, questo è un guaio.
Devo trovare una soluzione. Domani a studiare in biblioteca anzichè a casa mia. Sì, certo, come no... così ci arrestano! 
Riuscirà la nostra eroina a laurearsi in queste condizioni? Si accettano scommesse...

martedì 12 giugno 2012

Megalomania

Io ho sempre avuto la passione per le cose grandi, fin dalla più tenera età. 
Ora, io sono una "sardina" diversamente alta, che si estende per 154cm dal suolo alla sommità del capo.
Il Guaio è un giocatore di pallanuoto che si estende per 202cm dal suolo alla sommità del capo.
Forse stavolta ho davvero esagerato!

lunedì 11 giugno 2012

Che guaio!

Galeotto fu il libro...

domenica 10 giugno 2012

30 ore ed una stronza felice.

Le prime 30 ore.
Il telefono che suona continuamente, le chiamate che si accavallano. Sono gli amici che hanno ricevuto l'sms con una sola parola: single. E ti vogliono ricordare che single vuol dire solo soltanto per il vocabolario. Tu sola non ci sei per niente.
C'è l'amica che ti invita a pranzo con lei e i suoi bambini, i tuoi nipotini che ti adorano e ai quali non puoi negare il sorriso, anche perchè te lo strappano sin da quando entri in casa e ti saltano addosso. E questo ti ricorda quanto amore tu sappia dare e conquistare.
Poi c'è quella che ti ordina di passare la notte a casa sua, dopo la cena delle Reduci. Una cena che comincia con un pacchetto di fazzoletti gentilmente offerto, prosegue con pizze, birre e sigarette e finisce alle 2 del mattino ridendo a crepapelle di questo genere maschile che, se non fosse per quell'attrezzo così interessante che a noi manca, si potrebbe pure estinguere e non ci mancherebbe. Perchè le Reduci hanno una cosa in comune: hanno tutte scelto di chiudere una storia che poteva essere per la vita, ma che non bastava per renderla la vita che volevano. E nessuna tornerebbe indietro.
Dopo una notte sul divano, sei pronta per farlo: spegni quel telefono, il secondo numero solo per Lui. Che quando ti ha chiamata il giorno prima per dirti quanto stesse male ed accusarti di non stare abbastanza male, decisamente hai pensato fosse troppo. Perchè tu è la prima volta che lasci, prima sei sempre stata lasciata ed hai avuto molta più dignità. E a te lasciavano dicendo "sono uno stronzo e non voglio farti soffrire", che lascia un certo margine per le suppliche, non dicendo "non ti amo più, non ti stimo più, non mi fido più", che direi che lascia il margine giusto per andarsene a fanculo con le proprie gambe prima di esserci spediti a calci.
Rientrando a casa, dopo una viziosa colazione al bar con le amiche, passi in profumeria e spendi in cosmetici quello che Lui ti avrebbe fatto spendere questo mese in ristoranti, che a te non sono mai nemmeno interessati granchè.
A casa metti su un paio di lavatrici, fai una bella doccia, butti via il suo spazzolino e ti ricordi che non gli hai richiesto indietro le chiavi. Promemoria per domani: informarsi su costo per cambio serratura. Se eccessivo, sticazzi, tanto è molto poco probabile che Lui riprovi ad usare quelle chiavi, se non le vuole ingoiare...
Ed eccoti qui, 30 ore dopo quel "ciao" con un piatto di ciliegie vicino, una Vogue superslim accesa, l'idea di preparare un caffè e la tranquillità per rimetterti a studiare  da dove hai lasciato due giorni fa. E sei felice, senza se e senza ma. Prima eri felice "tranne quando", ora sei felice e basta. La tua vita è piena così, quell'amore a modo suo non aggiungeva niente alla tua vita, anzi ormai le toglieva solo qualche cosa. E' giusto che ci sia stato ed ora è giusto che sia finito. Come Lui se ne farà una ragione, non è affar tuo. Pazienza se penserà che sei una stronza, vorrà dire che sarai una stronza felice.

sabato 9 giugno 2012

3 anni, 4 mesi e 23 giorni. 
E poi trovare il coraggio di fare il salto ed abbandonare il porto sicuro della relazione stabile, una relazione ormai spenta, disillusa, tradita. 
Trovare il coraggio di stare da soli, perchè tanto era da soli che si stava camminando. 
Trovare il coraggio di vivere l'incognita del non avere nessuno su cui ripiegare.
Trovare il coraggio di affrontare le prime ore, quelle con l'ansia che sale e poi riscende e poi risale.
Trovare il coraggio di piangere e di ammettere con te stessa che non stai piangendo per lui, ma per te. Per te che hai amato con tutta te stessa. Per te che sei stata delusa quando, nel momento di difficoltà, lui non c'era. Per te che ti sei rialzata da sola. Per te che sei tornata da sola a sorridere alla vita. Per te che adesso puoi sorridere al mondo senza essere "colpevole". Per te che colpevole non ti ci sentivi lo stesso perchè per tanto tempo avevi smesso di sorridere e basta. 
Ora piangi per te, che hai trovato il coraggio di tagliare una parte di te; una parte incancrenita, ma comunque una parte di te. 
Ora smetti di piangere perchè sai di avere fatto la cosa più giusta per tutti, sia per te che per lui. 
Ora smetti di piangere perchè anche questa era uno dei passi da percorrere sulla strada che ti porta alla vita che vuoi.
Poi magari fra un po' ripiangerai e smetterai di nuovo, perchè oggi è giusto così e domani andrà meglio. Perchè 3 anni, 4 mesi e 23 giorni non si cancellano con un colpo di spugna. Sono stati importanti, anche se sono finiti. Ti hanno insegnato tante cose su di te, ti hanno aperto gli occhi sui tuoi desideri e sulle tue potenzialità. Questo resterà di questi anni, la consapevolezza di te stessa, che senza questi 3 anni, 4 mesi e 23 giorni, forse, non avresti maturato. 
Ora sei libera di essere quella in cui ti sei evoluta in questi anni e che non poteva vivere in quella relazione nata fra persone diverse da quelle di oggi.
Ora, semplicemente, è un altra vita. E tu la vivrai, perchè non desideri niente di più di questo: vivere, con il sorriso sulle labbra. Anche se per farlo bisogna fare un salto nel vuoto.