Lo dici ogni volta che mi vedi ed ogni volta ci metti una punta d'acido in più, anche un po' di cattiveria ed in fondo, lo sappiamo, uno smisurato risentimento.
Perchè ogni volta che mi vedi, non vedi più la tua bambina e non te la puoi nemmeno immaginare, come quando sono lontana. Eppure, quando sono lontana, non fai che chiedermi di tornare e rimproverarmi per aver scelto di andarmene. Sono passati 5 anni, eppure continui ancora a chiedermi, sempre più incazzata, perchè io l'abbia fatto, cosa trovi di tanto affascinante "in continente" e nel suo modo di vivere. Ed io mi incazzo, oh, quanto mi incazzo! Non tollero di dover continuamente difendere la mia scelta di vita e dover giustificare il mio essere felice, non sopporto di dover sempre dare una motivazione per motivare il mio restare a casa mia anzichè venire da te. E la rabbia alla lunga è avvilente e logorante, pesa sempre più sentire il sedimentarsi di questa tensione fra me e te, di questo nodo irrisolto, del tuo sentirti abbandonata da me, figlia ingrata e stronza. Ma questo è il prezzo da pagare per mantenere in piedi "la versione ufficiale", quella degli studi che mi hanno portata lontana, quella che ti fa tanto male, ma mai quanto te ne farebbe la verità.
Ed io, cara Mamma, non ti dirò mai la verità. Ai tuoi "se fossi rimasta a casa ora saresti già laureata" continuerò a non rispondere, perchè la verità è che se fossi rimasta a casa forse ora nemmeno ci sarei.
E tu non saprai mai quanto mi sei mancata nei corridoi di quell'ospedale e fuori dalle porte di quegli studi. Non saprai mai quanto avrei voluti averti lì e potermi abbandonare anch'io fra la tue braccia invece di dover restare sempre in piedi da sola, perchè nessuno mi avrebbe raccolta nè avrebbe fatto le cose al mio posto.
Non saprai mai nulla perchè io ho scelto di tenerti fuori da tutto questo e di risparmiarti il dover mettere in discussione tutto ciò che avevi fatto per me, il modo in cui mi avevi amata per quei 18 anni di vita. Avresti potuto vedere i chili che sparivano dal mio corpo, le ossa che spuntavano, le forze che mi mancavano...ma non hai visto. Ed io non ho voluto farti vedere, perchè non meritavi tutto questo. Perchè mi hai amata, troppo ed a modo tuo, ma con tutta te stessa e di questo non era giusto farti una colpa. Perchè sei stata una brava mamma, solo con la figlia sbagliata.
Ora è passato, in un modo o nell'altro ce l'ho fatta. Sono viva ed ho una vita mia, piena, felice e della quale ho imparato ad essere regista e protagonista. E proprio questo ti sta facendo diventare matta.
Non ti piacciono i miei capelli corti, con quel taglio troppo deciso; non ti piacciono il mio rossetto rosso e le mie unghie lunghe; non ti piacciono i miei tacchi alti nè il modo in cui ci cammino sopra. Non ti piace che io sia una persona separata da te, indipendente ed in grado di decidere per sè. Non ti piace il non poter essere più la mamma che eri quand'ero bambina e che, nonostante tutto, ha fatto di me quello che sono oggi. Non ti piace che io abbia tagliato quel cordone che mi avrebbe soffocata. Non ti piace che io non voglia ricucire quel cordone e mi tenga a distanza per preservare la mia vita.
Mi dispiace, ma allora avevo il dovere di salvarmi ed oggi ho il dovere di difendere ciò che ho costruito, che ti piaccia o no.