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giovedì 31 gennaio 2013

Fidanzatinoccupati

Telefonata serale tra fidanzati inoccupati:
"Cosa facciamo domani?"
"Quello che facciamo tutti i giorni: tentiamo di conquistare il mondo".


Ci somigliamo pure.
So' problemi.

martedì 29 gennaio 2013

Squillò!

Il telefono ha squillato.
Per entrambi.
Speriamo sia una cosa seria.
E incrociamo le dita per giovedì mattina.
E cosa mi metto??

Domande esistenziali

Per quanto ancora andrà avanti così?
Quando cambierà qualcosa? 
Quando squillerà il telefono?
Ma sto pigiama quando l'ho messo?
E se non squilla? Che faccio se non squilla?
Non è che devo fare la lavatrice?
Ma sarà giusto che lui accetti quel lavoro di merda pur di fare qualcosa?
E se gli succede qualcosa?
E le lenzuola? Saranno da cambiare?
Cosa posso fare per aiutarlo?
Cosa posso fare per aiutarmi?
Che m'invento?
Ma quello poi l'avevo fatto?
La mozzarella in offerta poi l'ho presa?
Ma da qui alla fine quando mi sfrattano? Qual era l'ultima versione?
Faccio la torta al cioccolato? Con la farcitura all'arancia?
Come mi riempio la giornata oggi?
E se invece facessi la crostata al corbezzolo?
E se il telefono non squilla?

domenica 27 gennaio 2013

Appetiti domenicali

La pallanuoto è un bellissimo sport da vedere. 
La serie A1 maschile, soprattutto.
A guardarla ti senti come in una fornitissima macelleria, con tanti bei manzi in esposizione.
E niente, anche se hai la tua bistecca nel piatto, se non sei vegetariana la fame ti viene lo stesso.
Con rinnovato appetito, torno a mangiare la mia bistecca.
Buona domenica a tutti.

venerdì 25 gennaio 2013

Disoccupate

"Non possiamo neanche prostituirci, le analisi di mercato dicono che la vagina è passata di moda"
Discorsi seri fra disoccupate.
Qualcuno ci assuma.

lunedì 21 gennaio 2013

Riflessioni su una pantofola.

C'è una pantofola blu e grigia vicino al mio letto. L'altra dovrebbe essere dispersa sotto il letto o giù di lì, credo. Non è mia. Le mie sono rosa e 13 numeri più piccole. E poi è da uomo. Sta qui da qualche mese ormai, si è messa comoda perchè lui possa mettersi comodo, che male c'è? Anche se si è portata dietro, un pezzo alla volta, lo spazzolino, l'accappatoio, le mutande, i calzini e un altro paio di cose... che male c'è? E' venuto tutto così in scioltezza... Del resto lui trascorre qui molto tempo, dorme qui molte notti, fa qui molte docce, non può mica fare ogni volta i bagagli, no? Poi mica occupano tanto posto le sue cose, anche se qui il posto è poco, bene o male ci stanno. Certo, le pantofole stanno sempre in giro e le mutande proprio non ci stanno nell'ordinett dentro al cassetto, però... Le sue cose stanno, non riescono ad amalgamarsi con le mie, però stanno. Le sposto spesso, forse cercando il loro posto o forse cercando di impedire che ne abbiano uno. Non che mi diano fastidio o non le voglia in casa mia, ma vedendole non posso fare a meno di chiedermi quanto sia legittimo che loro stiano qui. E se poi ne arrivano altre? C'è posto? E' giusto?
La mia precedente relazione è fallita per assenza di condivisione, non voluta da me, che invece avevo messo in mostra sin troppo di me, perciò non vorrei ripetere gli stessi errori, nè da un lato nè dall'altro. Non voglio un uomo che non condivida e che rimanga sempre attaccato ai suoi formalismi del cazzo per cui girare per casa in pantofole è un atto disdicevole, ma non voglio nemmeno essere più quella che dà, che si apre, che accoglie più di quanto non venga ricambiato dall'altra parte.
Io a casa sua mi rifiuto di lasciare qualsiasi cosa, anche se capita che dorma lì ed anche se un paio di pantofole mi farebbero comodo. Mi appiglio alla scusa che lui vive con la famiglia, ma non so se mi comporterei diversamente se lui vivesse da solo. La sua famiglia mi adora e mi lascia spazio in abbondanza, ma io cerco di occuparne il minimo indispensabile, io devo essere di passaggio, io non mi posso accomodare. Non vorrei disturbare... A casa mia, però, non c'è nessuno da disturbare e allora stabilire come e quanto stare spetta solo a noi. Quanto spazio fargli occupare lo decidiamo solo noi. Non mi dispiace come lo stiamo amministrando, non mi dispiacciono le scelte che stiamo facendo, ma quando sono qui da sola e guardo quella pantofola non posso fare a meno di chiedermelo... e se domani in questa casa non entrassero più i piedi a cui appartiene? Come farei a riprendermi un'altra volta lo spazio che ho ceduto? E poi, quante cose è giusto che entrino in casa mia fintanto che è solo mia? E con che velocità? E quanto spesso è giusto che siano usate? 
Cara pantofola, tu non mi inquieti, non mi disturbi, non mi preoccupi. Però mi fai riflettere, mi fai interrogare, perchè tu e la tua compagnia dovete star qui sempre per scelta, mai per abitudine. Continuerò a non darti un posto, ad averti sempre davanti agli occhi, per pormi ogni giorno le stesse domande, per ricordarmi ogni giorno che ogni cosa è una mia scelta.

venerdì 18 gennaio 2013

Tempo libero e punti di vista

Oggi ho deciso di guardare le cose da un altro punto di vista, che non so se reggerà fino a domani, ma magari per oggi funziona. Quindi per oggi ho deciso di non vedermi come inoccupata, ma come persona con molto tempo libero da dedicare a sè stessa. Perchè poi quando uno ha da fare si lamenta sempre di non avere tempo per prendersi cura di sè, dunque pare logico che chi non ha una mazza da fare ne abbia invece molto, no? Vediamola così, come un qualcosa che mi permetterà di migliorarmi, anche se giuro che non inizierò con meditazioni, karma, vegeterianesimo e boiate del genere. 
Si diceva, tempo per me. In questo tempo, complice l'aiuto del Guaio che prende e sposta mobili indipendentemente dalla mia volontà, ho iniziato a rimettere a posto casa. L'idea di partenza era di renderla migliore, più confortevole, di tornare a sentirla casa. L'idea di arrivo è che non è possibile, ma almeno ci abbiamo provato. E tanto fra un po' me ne dovrò andare, comunque vadano le cose.
Riordinando riordinando, mi son venute in mano un sacco di cose che m'hanno messo tristezza e parecchie altre che mi hanno fatto incazzare. Mi son venute in mano le mie debolezze, i miei errori, le cose che ho dimenticato, le persone che ho perso per strada. Inizialmente l'ho presa male, tutto questo bagaglio di emozioni irrisolte mi pesava troppo, poi sono arrivata alla fondamentale conclusione che ciò che ho dimenticato, evidentemente, non era importante, mentre le persone perse, obiettivamente, non mi mancano affatto. Quanto ad errori e debolezze, succede ad essere umana e gli unici errori che rimpiango davvero sono quelli che non mi sono nemmeno divertita a compiere. 
Ho lasciato accumulare tanta roba nei cassetti perchè pensavo di non saperla affrontare e invece poi ho buttato nella spazzatura con la stessa disinvoltura sia gli scontrini della carta di credito che la fede d'argento indossata per 3 anni e mezzo. Anzi, per quella ho preso bene la mira a ci ho messo un certo slancio, a dire il vero. Peccato non poter fare lo stesso col portatore del nome inciso al suo interno... Perchè a me che sia ancora vivo dà proprio fastidio, perchè ne ho avuto pena e non ci ho messo la dovuta cattivera, nel mandarlo a fanculo.
Comunque, ora che è ripulita, casa non è proprio una vera casa, però sento meno l'esigenza di fuggirne, quindi qualcosa di buono per me stessa potrei effettivamente averlo fatto. Potrei proseguire stirando i panni che ho accumulato da prima di Natale, ma dopo potrei sentirmi troppo virtuosa ed immedesimarmi troppo nel mio ruolo di casalinga, dal quale invece devo assolutamente uscire. Credo che oggi resterò qui, a cercare qualche altra cosa da buttare, perchè distruggere mi diverte, soprattutto quando mi fa render conto di quante cose e persone non mi servano più. E poi si creano spazi vuoti e questi danno idee per poterli riempire e magari riesco davvero ad inventarmi qualcosa per potercela fare. Oppure no, ma sempre meglio che passare il tempo a farsi venire la gastrite.