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giovedì 27 dicembre 2012

Attesa

Ospedale. Sala d'attesa di oculistica. Oggi terzo controllo e speriamo non ci sia il quarto, che io domenica devo partire. In teoria non avrebbe dovuto esserci neanche il terzo, ma...  Temo per la mia incolumità. La sala é piena, Loro sono ovunque. Loro, con quella tosse che é un'arma batteriologica ad ampio raggio d'azione. Loro, con quei bastoni minacciosi. Loro, che stamattina non avevano un cazzo da fare e si sono piazzati qui dalle 7 anche se le visite iniziano alle 9. Loro, che se ne fregano se si va per appuntamento, occupano il reparto all'alba e non torneranno a casa finché le loro cataratte saranno ancora intatte. Per Loro io, con il mio misero appuntamento, io sono un ostacolo, da eliminare. Morirò per un lancio di dentiera? Chissà... Mi rintano nel mio angolino, confido nelle loro cataratte, magari non mi vedono...

martedì 25 dicembre 2012

Cose da chiarire

Entro il prossimo natale glielo spiego, lo giuro. Lo deve capire, non si può andare avanti così. Ogni anno la stessa storia. Ma non capisce che non serve? Non capisce che ottiene l'effetto opposto? Basta, bisogna dirglielo:
"Mamma, la flanella non è un contraccettivo". Magari la smette di regalare a me e sorella discutibilissimi pigiami anti-uomo. Quello di quest'anno ha tanto di orsetto peloso sul davanti e per stare sicura ne ha procurato anche una versione maschile allo sventurato fidanzato di sorella (il mio è fuori taglia, per fortuna!). E' ora di fermarla. 

venerdì 21 dicembre 2012

21/12/2012.
15:22.
Il mondo non è finito.
Io sono finita in ospedale con un'infezione della cornea. Avrò di che divertirmi per tutte le "feste".
Un vaffanculo pare d'obbligo. 

giovedì 20 dicembre 2012

Sorema

Un viaggio del cazzo. Con il treno che si ferma a metà strada perchè c'è gente senza biglietto che si rifiuta di scendere. Con un toast terribile per cena. Con il volo in ritardo di un'ora e pieno di gente lagnosa. Con la congiuntivite e l'ascesso dell'ultimo dente del giudizio. Un viaggio anticipato di qualche giorno, nonostante il mio rifiuto per questa partenza. Un'accoglienza che ad un funerale ci sarebbe stata più allegria. Tutto ciò per un unico scopo: portare a mezzanotte un panettone vegano con 18 candeline a te, piccola peste non più tanto piccola. Io non ti ho dato il permesso di crescere, ma a quanto pare sei diventata maggiorenne. Io non c'ero negli ultimi anni e tu all'inizio l'hai preso come un abbandono. Oggi ti prepari a fare ciò che ho fatto io. Oggi l'hai capito, che non abbiamo altra scelta. Oggi lo sai che è sopravvivenza. Oggi hai ricongiunto la me che ti spazzolava i capelli prima di andare a scuola a quella che ti ha abbandonata. Oggi sai che ci sono sempre stata lo stesso. Che al momento giusto io arrivo. Con un panettone vegano, perchè tu sei fatta a modo tuo. Con 18 candeline accese ed un tentato incendio del gatto, perchè la mia sbadataggine l'hai presa tutta. Con il regalo che sapevo di non sbagliare. Per vederti finalmente contenta, ora che tocca a te combattere per conquistare la tua vita, la tua libertà. Auguri, Sorema...

mercoledì 19 dicembre 2012

Non mi va.

Non mi va di essere su questo treno. Non mi va di esserci da sola. Non mi va di dover star via 10 giorni. Non mi va di avere la valigia piena di cose buttate lì a caso. Non mi va di essere così incazzata. Non mi va che mi scendano le lacrime. Non mi va l'inutilità di tutto questo. Non mi va.  Poi passa, forse.  Però non mi va.

lunedì 17 dicembre 2012

Devo partire. E per questo già mi rodeva tremendamente il mio grazioso fondoschiena. Ho almeno cercato di farlo risparmiando, ma la compagnia low cost per eccellenza ha un concetto di low molto diverso da quello della mia carta di credito appena recuperata. Decido dunque di rivolgermi alla compagnia di bandiera, campione di inefficienza ma unico altro vettore disponibile. Oh, che bello, mi spetta il biglietto premio! Ops, sul sito non si può, proprio oggi non funziona. Devo chiamare il call center. (E tutti questi doveri già mi provocano l'orticaria). Risponde un'operatrice in chiara astinenza da caffeina, che mi fa il famoso biglietto premio e mi comunica che comunque bisogna pagare le tasse aeroportuali. Praticamente pago la stessa cifra del biglietto normale. Carino come premio! Saluto. Saluta. E-mail di conferma: orario del volo sbagliato. Sfogo del mio lato camionista. Richiamo il call center a tariffazione dissanguante. Lo richiamo per ben 4 volte. Cade sempre la linea mentre cercano il mio biglietto. Alla quinta risponde Sandro, che si becca il mio pippone da cliente isterica a cui già giravano le palle a prescindere, e finalmente cambia il biglietto. Dopo solo 5 telefonate e 15€ di credito buttati. E un rodimento di culo aumentato esponenzialmente. Dopo tutto ciò, sono finalmente sul volto delle 21:25 di mercoledì 19. E speriamo che il pilota sia un po' meglio del call center.
E speriamo pure che mi venga un po' di voglia di partire, perchè per ora preferirei decisamente una gastroscopia con una pompa da giardino. E sono un po' troppo velenosa per affrontare il Natale con i tuoi. Che a Natale sono tutti più buoni, tranne me. Io più si avvicina Natale, più divento una iena intrattabile. Chiedete a Sandro...

giovedì 13 dicembre 2012

12/12/12: Dottor Guaio

Ce l'ha fatta, si è laureato pure Il Guaio.
Ed io mi son beccata una bellissima dedica a fine tesi, che fa sempre piacere. Ma ancora più piacere mi ha fatto vedere quanta gente ci fosse a vederlo tagliare il traguardo, quanti gli vogliano così bene da attraversare l'Italia per 8 minuti di discorso. Faceva un freddo boia, ma c'era un calore in quest'occasione che raramente avevo provato in vita mia. Che sia lui ad avere un'innata capacità di farsi voler bene o che siano quelli che gli gravitano attorno ad essere particolarmente generosi in questo senso, a me questo calore fa quasi impressione. Io sto con lui e perciò ne vengo ricoperta anch'io e mi piacerebbe potermici accomodare in mezzo, ma è meglio di no, è meglio continuare a starci per un po' e poi andare via, che se un giorno venisse a mancare io non voglio sentire freddo. Preferisco restarci ora nel mio freddo e non perdere troppo l'abitudine. Però per lui, che può e sa goderne, mi fa un immenso piacere che questo calore ci sia, che sia circondato da persone che gli vogliono bene e sulle quali potrà sempre contare, che non conosca la solitudine, che possa condividere ogni cosa lui voglia. Mi fa piacere averlo visto così felice nel giorno in cui si chiudeva un'era ed essermi sentita io per lui orgogliosa e soddisfatta come non lo ero stata per me. 
Adesso il capitolo università è chiuso sul serio, per entrambi. Adesso siamo allo stesso punto, con in mano tutto e niente, con tante possibilità e nessuna prospettiva. Adesso si riparte. Dallo stesso punto. Per mano. Insieme.