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venerdì 28 dicembre 2012

Riordinare

Una donna che cerca di chiarirsi le idee e di trovare un nuovo equilibrio parte sempre dallo stesso punto: il parrucchiere. E sperimenta. 
La sottoscritta oggi ha deciso di sperimentare quanto ancora si possa accorciare la sua capigliatura prima di raderla a zero. O prima di sembrare uno scopino da cesso. Il grado di oggi è più corto del precedente, ma lo scopino è ancora lontano.
E poi, visto che in questo periodo Aidi non è nè carne nè pesce, ci voleva un colore che fosse altrettanto: al confine tra rosso e viola, che io ho detto "facciamo questo viola" e la parrucchiera ha detto "d'accordo, vada per questo rosso".
Se gli uomini imparassero a decifrare cosa una donna fa dal parrucchiere, metà dei loro problemi con l'universo femminile sarebbero risolti. L'altra metà si decifra dal colore del rossetto e da quello dello smalto, ma continuiamo ancora a fargli credere di essere complicate e incomprensibili, se no poi che gusto c'è?

giovedì 27 dicembre 2012

Disordine

C'è disordine in questa stanza, non si capisce più nulla. E' che le mie cose qui non hanno un posto, questa non è casa mia. 
C'è disordine anche a casa mia, ora che non la sento più mia.
C'è disordine per strada ed al supermercato. C'è disordine al parco, dove vado a passeggiare. C'è disordine in spiaggia, dove mi vado a ricercare.
C'è che il disordine lo creo io col mio non avere più un posto. Io che non sono più ciò che ero prima, io che non so cosa sarò dopo. Io che non so quando sarà dopo e che mi chiedo cosa sono nel frattempo. E' uno dei tanti momenti di transizione tipici del mio essere variabile aleatoria, ma ciò che cambia stavolta non sono solo io, ciò che cambia è tutto ciò che mi circonda ed appartiene, senza esclusione. E' il momento che aspettavo, ma c'è più disordine di quanto immaginassi. So che prima o poi diventerà creativo e darà il via a qualcosa che sarà soddisfazione, ma adesso... adesso che cos'è? Adesso sono cose fuori posto, pensieri fuori posto, paure fuori posto. Adesso sono posti che ancora non ci sono. Adesso sono io che ancora non ci sono e che, in cerca del mio posto, sbatto e inciampo qua e là. Adesso è la sensazione di esser sempre quella sbagliata, nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Adesso è il non volermi arrendere all'ansia che sale e che scompiglia ancor di più. Adesso è non voler rifare vecchi errori eppure ricaderci, ché due dita in gola non rimettono ordine, ma stordiscono la paura, prima di farne ancora di più.
Adesso lo immaginavo diverso. Adesso mi immaginavo diversa. Nulla è mai come te lo aspetti. Forse il disordine è un passaggio necessario per trovare un nuovo ordine. O forse sono tutte stronzate ed io un ordine non ce l'ho. O forse sono solo forse, disordine e basta.

Attesa

Ospedale. Sala d'attesa di oculistica. Oggi terzo controllo e speriamo non ci sia il quarto, che io domenica devo partire. In teoria non avrebbe dovuto esserci neanche il terzo, ma...  Temo per la mia incolumità. La sala é piena, Loro sono ovunque. Loro, con quella tosse che é un'arma batteriologica ad ampio raggio d'azione. Loro, con quei bastoni minacciosi. Loro, che stamattina non avevano un cazzo da fare e si sono piazzati qui dalle 7 anche se le visite iniziano alle 9. Loro, che se ne fregano se si va per appuntamento, occupano il reparto all'alba e non torneranno a casa finché le loro cataratte saranno ancora intatte. Per Loro io, con il mio misero appuntamento, io sono un ostacolo, da eliminare. Morirò per un lancio di dentiera? Chissà... Mi rintano nel mio angolino, confido nelle loro cataratte, magari non mi vedono...

martedì 25 dicembre 2012

Cose da chiarire

Entro il prossimo natale glielo spiego, lo giuro. Lo deve capire, non si può andare avanti così. Ogni anno la stessa storia. Ma non capisce che non serve? Non capisce che ottiene l'effetto opposto? Basta, bisogna dirglielo:
"Mamma, la flanella non è un contraccettivo". Magari la smette di regalare a me e sorella discutibilissimi pigiami anti-uomo. Quello di quest'anno ha tanto di orsetto peloso sul davanti e per stare sicura ne ha procurato anche una versione maschile allo sventurato fidanzato di sorella (il mio è fuori taglia, per fortuna!). E' ora di fermarla. 

venerdì 21 dicembre 2012

21/12/2012.
15:22.
Il mondo non è finito.
Io sono finita in ospedale con un'infezione della cornea. Avrò di che divertirmi per tutte le "feste".
Un vaffanculo pare d'obbligo. 

giovedì 20 dicembre 2012

Sorema

Un viaggio del cazzo. Con il treno che si ferma a metà strada perchè c'è gente senza biglietto che si rifiuta di scendere. Con un toast terribile per cena. Con il volo in ritardo di un'ora e pieno di gente lagnosa. Con la congiuntivite e l'ascesso dell'ultimo dente del giudizio. Un viaggio anticipato di qualche giorno, nonostante il mio rifiuto per questa partenza. Un'accoglienza che ad un funerale ci sarebbe stata più allegria. Tutto ciò per un unico scopo: portare a mezzanotte un panettone vegano con 18 candeline a te, piccola peste non più tanto piccola. Io non ti ho dato il permesso di crescere, ma a quanto pare sei diventata maggiorenne. Io non c'ero negli ultimi anni e tu all'inizio l'hai preso come un abbandono. Oggi ti prepari a fare ciò che ho fatto io. Oggi l'hai capito, che non abbiamo altra scelta. Oggi lo sai che è sopravvivenza. Oggi hai ricongiunto la me che ti spazzolava i capelli prima di andare a scuola a quella che ti ha abbandonata. Oggi sai che ci sono sempre stata lo stesso. Che al momento giusto io arrivo. Con un panettone vegano, perchè tu sei fatta a modo tuo. Con 18 candeline accese ed un tentato incendio del gatto, perchè la mia sbadataggine l'hai presa tutta. Con il regalo che sapevo di non sbagliare. Per vederti finalmente contenta, ora che tocca a te combattere per conquistare la tua vita, la tua libertà. Auguri, Sorema...

mercoledì 19 dicembre 2012

Non mi va.

Non mi va di essere su questo treno. Non mi va di esserci da sola. Non mi va di dover star via 10 giorni. Non mi va di avere la valigia piena di cose buttate lì a caso. Non mi va di essere così incazzata. Non mi va che mi scendano le lacrime. Non mi va l'inutilità di tutto questo. Non mi va.  Poi passa, forse.  Però non mi va.