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lunedì 3 dicembre 2012

Non lo amo abbastanza.

Sto cercando casa. Da sola. Dopo 5 anni di condivisioni e convivenze di vario genere, dal collegio di suore, alla casa con studentesse alla mezzacasa mezzaindipendente, ora che lo sfratto s'appropinqua, io voglio una casa tutta mia. Perchè è vero che sono 5 anni di vita fuori dalla grazia della madre, ma sono pur sempre state delle soluzioni abitative provvisorie, adatte sono al breve periodo. Adesso è legittimo che io abbia voglia di qualcosa di solo mio, di una situazione in cui tutto dipenda esclusivamente da me (anche perchè quello che ora non dipende da me è solo casino che si aggiunge o scomparti di frigo che si svuotano, nessuno dei miei conviventi si spreca a semplificarmi la vita o contribuire alla gestione della casa). E poi la vita da sola è sempre stata il mio obiettivo, sin dal giorno in cui son partita dall'isola per rinchiudermi in collegio. La mia idea è quella di aprire la porta di casa e trovare tutto esattamente come l'ho lasciato quando l'ho chiusa, aspettandomi al massimo che il gatto abbia cambiato posizione. E' tanto strano? A mio avviso no, ma a quanto pare il pensiero comune (tanto per cambiare) trova scandaloso che il mio sogno nell'immediato sia la convivenza con una gatta nera a pelo corto. Perchè? Ma è ovvio: perchè io sono fidanzata! Questo dovrebbe implicare che tutti i pensieri, progetti, idee ed anche valori portati avanti fino a sei mesi fa siano soppiantati da un unico, romantico, fantastico, idilliaco sogno: la convivenza. E ovviamente dopo il matrimonio, il paio di pargoli e vissero tutti felici e contenti.
La cosa mi terrorizza perchè più di una persona al sentire la frase "cerco casa" ha risposto "ah, col tuo ragazzo? così dividete l'affitto". E la seconda frase era un'affermazione, non una domanda. 
Dunque, nell'ottica comune, dovendo affrontare un trasloco, è legittimo che io riduca il mio fidanzato ad un coinquilino. Così risparmio e magari riesco pure ad avere la macchina. Che poi dividiamo pure quella e siamo a posto.
La parte più agghiacciante è la successiva, ovvero il "non lo ami abbastanza" che segue la mia risata di fronte all'affermazione precedente. Posto che dopo 6 mesi scarsi di relazione potrei anche non amarlo ancora abbastanza e non avere nulla da rimproverarmi, io credo che sia una forma d'amore più grande evitare di mancargli di rispetto precorrendo i tempi e riducendolo a un coinquilino con cui dividere le spese. 
Non che io non abbia l'idea, un domani, di rendere le cose più concrete, una nostra progettualità ce l'abbiamo, altrimenti che staremmo insieme a fare? Ma questa passa per il momento fondamentale di realizzazione di noi stessi, perchè devi avere qualcosa di solo tuo prima di poter avere qualcosa di condiviso. 
Mi piacciono quel paio di giorni a settimana in cui mi sveglio insieme a lui che mi sussurra il buongiorno, ma non ho ancora intenzione di rinunciare agli altri cinque in cui mi sveglio da sola rispondendo "sticazzi" alla sveglia che dice che sono le 6. Mi piacciono le fette biscottate con la marmellata già spalmata e la tavola apparecchiata, ma non voglio abbandonare nemmeno il mio cappuccino davanti al computer con le prime email del giorno. E sono belle pure le cene con il pane nel cestino, ma il cinese da asporto in tuta davanti a un film non può togliermelo nessuno. Non ancora.
Voglio continuare a sentire suonare il campanello e rispondere al citofono fingendo di non sapere chi sia. Voglio ancora aprirgli la porta di casa mia. Voglio che la sua marmellata scura nel mio frigo sia ancora una coccola e non un dovere. Voglio il suo spazzolino e il suo accappatoio nel mio bagno, ma non voglio ancora il nostro bagno. Voglio arrivare a desiderare qualcosa di nostro, senza sentire il peso della rinuncia a qualcosa di mio. Voglio desiderare di condividere una vita, non di dividere un affitto. Voglio continuare a rispettare me e lui. Perciò pagherò il mio affitto da sola e non avrò la macchina, perchè ora la mia felicità è essere capace di stare da sola ed aprire la porta quando voglio stare in compagnia. Se questo è non amarlo abbastanza, allora sono d'accordo, non lo amo abbastanza poco da mancarci di rispetto.

18 commenti:

  1. "perchè devi avere qualcosa di solo tuo prima di poter avere qualcosa di condiviso."

    Ecco. Qui ti ho amato.

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    1. Sì, lo so che mi ami, lo so. Ti compri pure gli accendini uguali ai miei.

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    2. A me piace ricordarti cosi: con in mano una pizzetta smangiucchiata per 20 min.

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  2. Aidi, ti adoro. Vorrei poter fare lo stesso (casa da sola, ecc.), peccato che al momento per me sia impossible (e l'ultimo che ha detto "impossible is nothing" la pagherà cara).

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    1. Tecnicamente nemmeno io ho in mano troppo, ma visto che devo per forza lasciare questa casa e fare un salto nel vuoto, non posso che puntare a fare un salto in avanti piuttosto che uno indietro.

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    2. Ecco, quel salto dovrei imparare a farlo anch'io. E smetterla di dire, come scusante, come soffro le vertigini.

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    3. Non siamo nella condizione di aspettare di avere le ali, non sono tempi di certezze. Ma qualcuno dovrà pur rischiare, no? Magari poi si trova un modo alternativo di volare... ;)

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  3. Anche se io sono nella situazione opposta (ma dopo due anni, ormai le certezze sono arrivate) condivido assolutamente il tuo modo di pensare ;)
    ci sarà tempo per il resto...e la persona che abbiamo accanto non è soltanto un dividendo per l'affitto ;)

    (o divisore boh in matematica non sono ferrato, ma il senso si sarà capito)

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    1. optiamo per un democratico "uno con cui dividere l'affitto" e lasciamo da parte le questioni matematiche?

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  4. Bello leggere queste parole. Soprattutto in questi giorni in cui più di un'amica mi ha raccontato di voler andare a vivere col ragazzo pur di uscire di casa.

    È bello vivere da soli, bellissimo, ed è bello anche stufarsene prima o poi e pensare di voler passare le giornate con qualcuno. A patto che sia una scelta, liberamente.

    Che bello che ci siano persone intelligenti come te. Che bello.

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    1. il fatto é che in passato già ho sbagliato passando sopra i miei principi e le mie esigenze perché nell'immediato sembrava più facile fare così, ma poi ho capito a mie spese che non é un comportamento che paga. alla fine i veri bisogni tornano sempre a galla e allora meglio agire secondo i propri tempi ed istinti, che l'onestà con se stessi é l'unica cosa che arricchisce e ripaga davvero.

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    2. che bello che ci siano persone come Margherita, che non salutano. Che bello. Muorisci.

      L'onestà verso se stessi dovrebbe essere alla base del proprio vivere.
      Che poi di solito va a puttane quando qualcuno comincia a vivere in funzione di un altro.
      Big stima.

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    3. il problema é proprio che la maggior parte della gente finisce col vivere in funzione di un altro e non insieme ad un altro, senza capire che la"noi" é una cosa sola, ma sono pur sempre due persone esistenti e ben definite a prescindere da quel noi.

      e non insultare Margherita a casa mia, che qui si comporta sempre bene, a differenza tua che vieni a sfottere per i tempi di degustazione degli aperitivi.

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    4. Siamo al terzo messaggio che sottoscrivo in pieno.
      Comincio a spaventarmi.
      Vado a pausapranzare cosi non ci penso.

      E a Margherita io posso dire quello che voglio perchè lei è il mio ammore.

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    5. Ehi ehi ehi, mister! Dove avrei dovuto salutare?
      Aidi è qui da leggere anche per me, mica è solo roba tua, gelosone :)

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  5. fedifrago!
    comunque non avere paura, troveremo presto qualcosa su cui battibeccare e sostenere opinioni contrastanti. certo allora dovrai convivere con il tuo torto marcio (perché io ho sempre ragione), ma dovrebbe passarti la paura.

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  6. Molto brava.
    Anche io ho vissuto da sola, completamente sola, per tre anni. Ed è stata una delle esperienze più stupende della mia vita. Poi adesso matrimonio e pargolo, ok, meraviglia e tanto ammmmOre... ma quella casetta non la dimenticherò mai.
    Goditela!

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