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martedì 5 febbraio 2013

Una volta

Una volta casa mia era sempre in ordine e pulita. Rifacevo il letto ogni mattina prima di fare il caffè ed ogni fine settimana smontavo tutto e pulivo ogni angolo.
Il frigo era sempre pulito, ben fornito e privo di alimenti scaduti. Facevo diligentemente la spesa, con un occhio alle offerte e l'altro alla lista. Compravo frutta e verdura fresche tutti i giorni, avevo un simpaticissimo rapporto di fiducia con il fruttivendolo del mercato e con il fornaio da cui prendevo il pane, rigorosamente a lievitazione naturale. 
I panni lavati venivano stirati entro 24 ore, tipicamente la domenica sera, quando mi riorganizzavo per la settimana successiva, programmando orientativamente cosa avrei indossato giorno per giorno. 
E poi cucinavo! Quanto cucinavo! A colazione c'era sempre il dolce o i biscotti fatti in casa, anche a costo di andare a letto più tardi perchè l'unico tempo l'avevo di sera. 
Una volta ero una perfetta casalinga. Quando non lo ero per definizione e per esserlo dovevo ritagliare dal tempo dalla mia vera vita.
Oggi, che non studio più e che ancora non lavoro, casa mia è un disastro, la polvere si accumula, il frigo non supererebbe un'ispezione dei nas e non ricordo minimamente che forma abbia una foglia di spinacio. Sebbene io conservi ancora la magica dote di riconoscere un ananas maturo, Cesira, la mia casalinga interiore, è scomparsa. Di lei è rimasto un vago ricordo, troppo vago per cercare di imitarne le gesta. In media, faccio meno di un dolce al mese e l'insalata in busta è ormai il simbolo della mia filosofia di vita.
Questa è la mia indole disobbediente. Io non posso mai essere quella che sono costretta ad essere. Io devo sempre scegliere quello che voglio, non so piegarmi alle circostanze. Mi ci posso adattare, se proprio devo, ma sempre cercando il modo di sfuggirvi, sempre dimostrando a me stessa che c'è ancora spazio per ciò che realmente voglio. 
Me ne sono accorta ieri, dopo la chiamata per il colloquio. Intravista la possibilità di smettere di essere obbligata a stare a casa a pensare alla lista della spesa, io mi sono vestita e sono andata a fare la spesa. Non ho chiamato lui per dirgli cosa mancava, come faccio di solito, ci sono andata io. Ho potuto essere Cesira per mezzora perchè forse da domani non dovrò più esserlo a tempo pieno. E stamattina ho persino rifatto il letto, mentre saliva il caffè. Magari, se mi assumessero, tornerei ad avere uno stile di vita lievemente più equilibrato. Potrei persino ricominciare a comprare l'insalata fresca... 

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