Ci sono domande che non puoi fare a meno di porti, anche se sai che non avranno mai risposta e che se anche l'avessero, non basterebbe a soddisfarti. Domande a cui proprio non riesci a rinunciare perché devi sapere perché qualcuno ha deciso di farti stare così. Perché io vorrei proprio sapere che cazzo avevano da passeggiare, con i tacchi, all'1 di notte, sopra la mia camera da letto. Perché adesso muoio di sonno e sono incazzata come una biscia.
perchè la Normalità è solo una delle possibili scelte, non per forza quella giusta...
martedì 25 giugno 2013
venerdì 14 giugno 2013
Soddisfazione
Un bicchiere di vino, spalmata sul divano di casa mia e la sensazione di essere finalmente lì dove ho camminato tanto per arrivare .
lunedì 10 giugno 2013
Esami di coscienza
Giovine uomo d'affari che sorridi del mio cambio scarpe in treno, ti rendi conto che hai i calzini a pois?
domenica 9 giugno 2013
Aidi c'è
Aidi c'è, è viva.
In una vita tutta nuova.
Un lavoro impegnativo.
Una casa tutta sua.
Un sogno realizzato e mille preoccupazioni in più.
Tanta vita tutta insieme, che non ce la si fa nemmeno a raccontarla.
Ma nonostante il silenzio, qualcuno ancora passa di qui.
Qualcuno convinto di non essere notato.
Qualcuno convinto di essersi nascosto bene.
Qualcuno che una vita, evidentemente, continua a non averla.
Qualcuno che forse cerca qui il perchè della sua inettitudine.
Qualcuno a cui consiglio di girare alla larga, a meno che non voglia davvero quelle risposte che furtivamente viene a cercare.
Idiota avvisato...
In una vita tutta nuova.
Un lavoro impegnativo.
Una casa tutta sua.
Un sogno realizzato e mille preoccupazioni in più.
Tanta vita tutta insieme, che non ce la si fa nemmeno a raccontarla.
Ma nonostante il silenzio, qualcuno ancora passa di qui.
Qualcuno convinto di non essere notato.
Qualcuno convinto di essersi nascosto bene.
Qualcuno che una vita, evidentemente, continua a non averla.
Qualcuno che forse cerca qui il perchè della sua inettitudine.
Qualcuno a cui consiglio di girare alla larga, a meno che non voglia davvero quelle risposte che furtivamente viene a cercare.
Idiota avvisato...
martedì 2 aprile 2013
Buongiorno un...
Autista della navetta aziendale: "che dici bambolé ?"Che se mi chiami ancora bambolé ti stacco la testa.Il buongiorno si vede dal mattino.
venerdì 29 marzo 2013
Questue
Stazione. Save the children: "... e poi riceverà a casa le lettere e i disegni del bambino..."
Aeroporto. WWF: "... e poi riceverà a casa..." "Le lettere e i disegni del panda?" "...ehm... no..." "1-0 per Save the Children"
Aeroporto. WWF: "... e poi riceverà a casa..." "Le lettere e i disegni del panda?" "...ehm... no..." "1-0 per Save the Children"
Sia lodato.
Sia lodato l'anno fiscale, che si chiude il 31 marzo.
E sia lodato il correlato inventario, che blocca ordini, consegne e fatturazioni.
E che fa stare a casa l'uffico marketing intero.
A casa, in ferie, a prendere per il culo quelli che oggi lavorano.
Come Il Banale, che la sta prendendo bene.
Un altro lato piacevole dell'avere finalmente un lavoro.
E sia lodato il correlato inventario, che blocca ordini, consegne e fatturazioni.
E che fa stare a casa l'uffico marketing intero.
A casa, in ferie, a prendere per il culo quelli che oggi lavorano.
Come Il Banale, che la sta prendendo bene.
Un altro lato piacevole dell'avere finalmente un lavoro.
mercoledì 27 marzo 2013
Nuove sensazioni
È la prima volta che mi sento così, la prima volta che faccio questa esperienza, che provo questo brivido.
La prima volta di un'inebriante sensazione... L'inebriante sensazione di sentire il capo dire due parole: Venerdì Ferie. Godo.
La prima volta di un'inebriante sensazione... L'inebriante sensazione di sentire il capo dire due parole: Venerdì Ferie. Godo.
domenica 24 marzo 2013
Binomiale
Testa o croce?
Bianco o nero?
0 o 1?
0 o 1?
Giusto o sbagliato?
Vero o falso?
Sì o no?
Quante probabilità ci sono che in n prove si realizzino k successi?
Ma il successo, poi, qual è?
Il risultato giusto, qual è?
La felicità, qual è?
giovedì 21 marzo 2013
Mobbing
"Responsabile Marketing, perché mi odi già?"
mercoledì 20 marzo 2013
Mercoledì
E poi ti metti il lucidalabbra in un occhio, convinta fosse il mascara.
Ed é solo mercoledì...
martedì 12 marzo 2013
Primo giorno
Oggi primo giorno di lavoro. E per cominciare nella maniera giusta ho già:
- imprecato sulla sveglia che suonava alle 6:15;
- re-imprecato sulla sveglia che suonava alle 6:20;
- imprecato con me stessa che ho lasciato registrare al Guaio il messaggio vocale della sveglia che suonava alle 6:25;
- dimenticato di preparare ieri sera il pranzo da portarmi dietro oggi;
- dimenticato di scegliere cosa mettere;
- calcolato in maniera molto forfettaria il tempo per il tragitto piedi-metro-treno-navetta.
E poi piove e non mi posso mettere le scarpe scamosciate.
E sono ancora sconvolta da una notizia avuta due giorni fa.
Ottimo inizio. Se mi sbrigo a finire sto cappuccino delattosato, magari riesco a migliorare...
giovedì 7 marzo 2013
Le conseguenze di un contratto.
L'arrivo di un contratto e del relativo lavoro cambiano la vita, già prima di cominciare. Firmerò lunedì ed inizierò a lavorare martedì, ma già le prime conseguenze si sono palesate, ognuna accompagnata da un momento di gioioso stupore misto a soddisfazione.
Ad esempio, ho potuto togliere dalla borsa quella ventina di copie del curriculum che portavo sempre appresso perchè non si sa mai.
Ad esempio, ho potuto togliere dalla borsa quella ventina di copie del curriculum che portavo sempre appresso perchè non si sa mai.
E poi mi sono tolta lo sfizio di uscire a fare la spesa in tuta e senza trucco, cosa che non mi apparterrebbe granchè in ogni caso, ma che non potevo permettermi per niente fintanto che ogni mia uscita di casa poteva esitare in un colloquio lampo in qualche negozio a caccia di personale. Sono tornata a casa col mal di schiena da scarpa bassa e le labbra screpolate dal freddo, ma ne è valsa la pena.
Ogni giorno trovo la mail piena di offerte dei centordici siti di ricerca di lavoro a cui sono iscritta ed ogni giorno mi ripeto che dovrei cancellarmi dalla mailing list, ma ogni mail cestinata è una soddisfazione, il non averne più bisogno è fonte di un discreto godimento. Perciò ancora le tengo, anche perchè adesso c'è da occupare Il Guaio...
Poi c'è la muffa, quella simpatica sostanza verde e tossica che mi sta invadendo casa. La guardo e realizzo di potermene fregare: passerò molto meno tempo qui dentro e, soprattutto, adesso posso davvero cercarmene un'altra. Anzi, per questioni fiscali e logistiche, adesso devo cercarmene un'altra.
Ma in tutto ciò, un'altro sorriso me lo regala quell'entità chiamata Famiglia, rappresentata dall'inquietante personaggio di mia Madre. Essa, nel materno e amorevole gesto di voltarmi le spalle, aveva dichiarato "torna o arrangiati, io non posso più mantenerti". Preso atto e trovato il modo di arrangiarmi, ecco che compare un bonifico sul mio conto corrente, con tanto di "hai bisogno di altro?", voce mielosa e gioiosa condivisione della mia soddisfazione. O ha battuto la testa o la mia indipendenza la terrorizza.
Ed infine, tra le tante conseguenze di un contratto, ecco quelle serie ed importanti.
Non si pensi che io fossi disperatamente in astinenza da shopping, è che come si fa ad andare in ufficio senza 9 cm di lucida vernice? Tocca sacrificarsi, è un'altra conseguenza dell'avere finalmente un contratto.
Ed infine, tra le tante conseguenze di un contratto, ecco quelle serie ed importanti.
![]() |
| Due paia di conseguenze di un contratto. |
Adesso vado all'armadio, devo spiegare ai miei pigiami che non passeremo più tanto tempo insieme...
giovedì 28 febbraio 2013
La ruota... gira!
Mi avevano detto di crederci, che la ruota prima o poi avrebbe girato.
Ci ho creduto, poi ho smesso, poi ci ho ricreduto ancora un po', poi ho smesso di nuovo...
E poi la ruota ha cominciato a girare. Prima un giro lento, poi più veloce e poi ancora di più. Sarebbe bastato un giro di media intensità, ma non c'era modo di rallentare, come se tutte le spinte date a vuoto per mesi si fossero in realtà accumulate e adesso venissero fuori, tutte insieme, travolgenti.
Così è arrivato un lavoro, un impiego di ripiego con cui pagare l'affitto. Ma non ho fatto in tempo ad iniziarlo, perchè oggi, a quattro giorni dalla firma del contratto, è arrivato il lavoro vero, quello che volevo, quello in cui speravo. Ed anche se dovrò lavorare con quella con il gambaletto marrone, ricomincio a respirare a pieni polmoni, ricomincio a programmare i mesi che verranno, ricomincio a credere nel futuro ora presente. E posso ricominciare anche a vivere, se dopo questo letargo forzato mi ricordo ancora come si fa...
mercoledì 27 febbraio 2013
De incazzatura
Ma io sono incazzata perché lui mi ha fatta incazzare o perché lui ha il potere di farlo?
Ce l'ho con lui perché ha sbagliato o ce l'ho con me perché ho scoperto il fianco?
Sono molto, troppo, più incazzata del dovuto...
mercoledì 20 febbraio 2013
Lezioni di volo
Hai fretta?
Ci tieni ad essere puntuale, ma proprio non riesci a camminare più veloce?
Fai come me, le scale della metro non scenderle, sorvolale!
Certo, se come me non sei Batman e nemmeno una leggiarda libellula, magari poi ti ci vogliono 10 minuti a rimetterti in piedi ed arrivi al tuo colloquio di lavoro in ritardo, zoppicante e con le calze macchiate di sangue, però le scale così in fretta non le avevi mai fatte.
Occorre perfezionare giusto un po' la tecnica... soprattutto l'atterraggio...
lunedì 18 febbraio 2013
E il resto come va?
Una mail da un'amica, una domanda in conclusione.
E il resto come va?
Il resto: la vita oltre la ricerca del lavoro, la vita oltre l'assenza del lavoro.
Una domanda che mi rimbomba in testa da ieri sera, che mi ha colpita al punto da pensarci per mezza nottata.
Il resto come va?
Il mio resto dove sta?
mercoledì 13 febbraio 2013
Le cose che ho imparato in questi giorni
Nell'ultima settimana ho avuto una parvenza di vita sociale, più distaccata dal mio pigiama e con maggiore consumo di eye-liner e rossetto. E frequentando il mondo là fuori, io imparo.
Tipo:
- ho imparato che per fare le selezioni del personale bisogna essere spettinate, vestite a cazzo caso e col trucco sbavato. Tre su quattro nei colloqui che ho fatto questa settimana erano così, l'ultima mi ha dato il colpo di grazia con gambaletto marrone dentro ballerina marrone. Volevo azzopparla.
- ho imparato che la miglior cosa che si possa fare per prepararsi ad un colloquio serio ed importante, al colloquio che aspettavi da mesi, è una giornata di sesso. Non c'è niente che si possa studiare, l'importante è solo arrivarci rilassati. Ed io sembravo al bar con un'amica. Peccato per il gambaletto.
- ho imparato che i collant di Tezenis hanno dei colori meravigliosi, ma il tempo di arrivare a destinazione e scendono fino al ginocchio. E tu pensi con odio alle autoreggenti lasciate a casa nel cassetto. Giuro che non vi tradirò mai più, lo giuro!
- ho imparato che un colloquio in inglese si può superare anche senza riassumere davvero l'articolo del Financial Times che ti danno da leggere e ripetere. Basta dimostrare di aver capito di che parla, poi farci una battuta sopra e buttarla in caciara. In inglese, ovviamente. Così poi il tipo che avrebbe dovuto essere cattivissimo ti dice che l'inglese lo sai e sei pure simpatica. Peccato che lui sia un cesso.
- ho imparato che un fidanzato che ti incoraggia a fare shopping va sempre ascoltato. Il mio mi ha costretta a comprare due vestiti con giacca "perfetti per i colloqui". E infatti poi hanno iniziato a chiamarmi per i colloqui.
- ho imparato che non c'è modo per fare contenta mia madre, perciò ho smesso di fingere che mi interessi provarci.
- ho imparato a risponderle a telefonate alternate, tanto comunque chiama solo per lamentarsi. Lo faccio per lei, le fornisco materiale.
- ho imparato che così, invece, si lamenta meno. Devo essere proprio una pessima figlia.
- ho imparato che la cosa non m'interessa. O forse sì, ma ho imparato a disinteressarmene.
- ho imparato che sono fortemente contraria alle relazioni stabili e che il concetto di fidanzamento mi dà l'orticaria, ma Il Guaio è Il Guaio ed ogni giorno si guadagna il successivo.
- ho imparato che sono un po' più stronza di quanto non fossi prima. Per questo sto meglio.
- ho imparato che fuori dal pigiama ci sono un sacco di cose da imparare, bisogna solo trovare il coraggio di uscirne anche senza averne motivo.
- ho imparato che, se lo fai, poi il motivo arriva e ne porta con sè tanti altri.
- ho imparato che così le giornate passano.
- ho imparato anche un sacco di cazzate, però ho riso un po' di più.
- ho imparato...
Mi si è bucato lo scaldabagno. Cazzo!
giovedì 7 febbraio 2013
I colloqui
I colloqui ieri alla fine sono stati due, il mondo del lavoro pare aver preso coscienza della mia esistenza per circa 24 ore, arrivando addirittura quattro telefonate. Poi ha smesso.
Comunque ieri ho concorso con una sfilza di altre laureate alla meravigliosa gara per conquistare 20 ore settimanali da commessa di rinforzo per week end e festivi, con un invidiabilissimo contratto di 3 mesi. Come non desiderare un posto del genere?
Ma, a parte la discutibile natura dell'offerta e l'esito penso negativo di entrambi i colloqui, l'esperienza mi è stata utile per appurare che la mia ansia da prestazione sotto esame, colpevole di aver rovinato la mia carriera universitaria facendomi prendere dei voti bassissimi per sindrome del pesce rosso durante le interrogazioni, bene, quest'ansia è sparita. Anzi, durante i colloqui tiro fuori un'impressionante faccia da culo. Sarà che non ho nulla da perdere. O sarà che la vecchia bionda del primo colloquio mi dava proprio sui nervi e, quando ha concluso con "prendo atto", le avrei tanto risposto "vedi di prendere pure qualcos'altro, sei acida". Fatto sta che davanti a chi mi esamina, io non mi agito più. Qualcosa all'università l'ho imparata davvero!
La seconda esaminatrice, sempre bionda (perchè? perchè??), era più materna, gentile, sinceramente partecipe del dramma di noi laureate che andiamo a elemosinare le loro 20 ore settimanali. Mi ha fatto tanti complimenti per la mia dialettica e per il mio portamento che "10 anni di danza classica? si vedono tutti!", però comunque "per soli 3 mesi servono persone con esperienza" e un "hai letto il curriculum, cosa minchia mi hai chiamata a fare?" ci sarebbe stato tutto, ma poi avrei perso il complimento per la dialettica e sarei uscita con in mano solo quello per il portamento.
Ed oggi di nuovo qui, pigiama, copertina sulle gambe, mac e visualizza offerta -> allega cv -> allega lettera di presentazione -> invia candidatura -> candidatura inviata con successo.
Visualizza offerta -> allega cv -> allega lettera di presentazione -> invia candidatura -> candidatura inviata con successo.
Visualizza offerta -> allega cv -> allega lettera di presentazione -> invia candidatura -> candidatura inviata con successo.
E così via, da colazione a ora di cena.
Con simpatiche telefonate di mia madre fra un invio e l'altro. Giusto per ricordarmi che "tanto con ti chiama nessuno". Prima o poi smetterò di risponderle, al massimo mi taglierà i viveri. Ah, già, l'ha già fatto.
martedì 5 febbraio 2013
Una volta
Una volta casa mia era sempre in ordine e pulita. Rifacevo il letto ogni mattina prima di fare il caffè ed ogni fine settimana smontavo tutto e pulivo ogni angolo.
Il frigo era sempre pulito, ben fornito e privo di alimenti scaduti. Facevo diligentemente la spesa, con un occhio alle offerte e l'altro alla lista. Compravo frutta e verdura fresche tutti i giorni, avevo un simpaticissimo rapporto di fiducia con il fruttivendolo del mercato e con il fornaio da cui prendevo il pane, rigorosamente a lievitazione naturale.
I panni lavati venivano stirati entro 24 ore, tipicamente la domenica sera, quando mi riorganizzavo per la settimana successiva, programmando orientativamente cosa avrei indossato giorno per giorno.
E poi cucinavo! Quanto cucinavo! A colazione c'era sempre il dolce o i biscotti fatti in casa, anche a costo di andare a letto più tardi perchè l'unico tempo l'avevo di sera.
Una volta ero una perfetta casalinga. Quando non lo ero per definizione e per esserlo dovevo ritagliare dal tempo dalla mia vera vita.
Oggi, che non studio più e che ancora non lavoro, casa mia è un disastro, la polvere si accumula, il frigo non supererebbe un'ispezione dei nas e non ricordo minimamente che forma abbia una foglia di spinacio. Sebbene io conservi ancora la magica dote di riconoscere un ananas maturo, Cesira, la mia casalinga interiore, è scomparsa. Di lei è rimasto un vago ricordo, troppo vago per cercare di imitarne le gesta. In media, faccio meno di un dolce al mese e l'insalata in busta è ormai il simbolo della mia filosofia di vita.
Questa è la mia indole disobbediente. Io non posso mai essere quella che sono costretta ad essere. Io devo sempre scegliere quello che voglio, non so piegarmi alle circostanze. Mi ci posso adattare, se proprio devo, ma sempre cercando il modo di sfuggirvi, sempre dimostrando a me stessa che c'è ancora spazio per ciò che realmente voglio.
Me ne sono accorta ieri, dopo la chiamata per il colloquio. Intravista la possibilità di smettere di essere obbligata a stare a casa a pensare alla lista della spesa, io mi sono vestita e sono andata a fare la spesa. Non ho chiamato lui per dirgli cosa mancava, come faccio di solito, ci sono andata io. Ho potuto essere Cesira per mezzora perchè forse da domani non dovrò più esserlo a tempo pieno. E stamattina ho persino rifatto il letto, mentre saliva il caffè. Magari, se mi assumessero, tornerei ad avere uno stile di vita lievemente più equilibrato. Potrei persino ricominciare a comprare l'insalata fresca...
Iscriviti a:
Post (Atom)

